Faccio con calma, è solo tardi!

“Tizianoooo, amore svegliati!”

“Tiziiiiii tesoroamorepatatosodellamammaaaa svegliati dai che ci sono i cereali del lupo!”

“TIZIII DAIII, poi dobbiamo fare di corsa e non possiamo giocare! fai ginnastica con la mamma?”

…..”sgrunt…no”

Ecco stamattina è iniziata così. Anche se la sera si va a letto ad un orario decente (tra le 9 e le 9.30 in settimana), la mattina non sempre il Ciabatto ha voglia di svegliarsi alle 7.

Devo uscire di casa tassativamente non oltre le 7.50 per non fare tardi, e rispetto a tante mamme che partono di casa prima dell’alba, sono fortunata. In ogni caso non mi piace svegliare di fretta e furia i pargoli, ci tengo a farli giocare un pochino, cantare, saltare sul letto, frignare un po’, farci le coccole, quello di cui hanno voglia di volta in volta. Forse perchè ho ricordi agghiaccianti di quando ero piccola, con la mamma perennemente in ritardo che correva di qua e di là urlando di muoversi.

La mattina deve iniziare col sorriso, possibilmente, e mi sto francamente facendo il mazzo affinchè sia così, e pur pensando dentro di me “dai muovitiiii è tardissimo! stavolta mi licenziano davvero”, fuori non traspare (sempre) e cerco di parlare con calma. Questo esercizio fa bene anche a me, comunque.

E se faccio tardi? Pace, mi prenderanno tardi. Non mi piace arrivare in ritardo, ma mi piace ancora meno l’aria frenetica e iniziare il mattino con liti e pianti.

Stamattina è stata tosta. Ritardissimo. Tiziano non ne voleva sapere di svegliarsi.

Come succede agli adulti (che strano questo bambino, si comporta come un essere umano. Alle volte la gente si dimentica che sono piccoli, ma hanno reazioni e sentimenti come tutti) non aveva voglia di alzarsi senza un motivo specifico (raffreddore, notte agitata, capelli non in piega, piede d’atleta…) e l’unico modo per rapportarsi a lui era prenderlo con dolcezza.

Usciamo di casa alle 8.01. Mi viene da piangere, ma sorrido. Tanto ormai che senso ha correre? Il traffico di certo non lo sposto.

E poi il miracolo. L’Universo ha sorriso a me che stavo sorridendo (o era una paresi da ictus?) e ha fatto sì che la superstrada fosse deserta, che all’asilo i bambini andassero abbastanza bene e così sfrecciando sul mio monoskettino o timbrato in orario!!

Certo non riesco tutte tutte le mattine ad essere Julie Andrews, ma almeno ci provo! E allora la mia sfida è per tutte.

Siamo tutte sulla stessa barca. Mille cose da fare, sempre di corsa, cento cose in mano. Ma provateci. Basta svegliarsi un quarto d’ora prima (ovviamente non parlo per voi che vi svegliate già ad orari improponibili), tralasciate il trucco magari, o il cambio borsa o lasciate le tazze nel lavello e godetevi un inizio di mattina con il sorriso e la calma (relativa).

#stamattinacihoprovato

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