Figlio tonno, figlio salmone

Man mano che Alice cresce ci rendiamo conto che con lei tutto quello che pensavamo di aver imparato non serve a niente o quasi. Si, le cose base tipo cambiare pannolini o gestire la febbre di un vaccino ci hanno evitato preoccupazioni in più, ma con lei è davvero tutto diverso.

Credo che ci siano due tipi di bambino: il bimbo salmone, contro la cui corrente i genitori devono lottare, e il bimbo tonno, quello che va assecondato nella sua natura. Nuotare con lui e non contro di lui, per continuare la metafora ittica.

Alice è indubbiamente una figlia tonno. A imporle qualcosa ci si spacca solamente la schiena e la pazienza. Ovvio è ancora piccola e le sue “imposizioni” sono proporzionate ai suoi sei mesi, ma anche nel suo piccolo il carattere deciso è ben marcato.

E’ una bimba tutta pancia, ha un istinto e lo segue fino a finirsi i polmoni e le corde vocali dal pianto. Non mi resta che nuotare con lei, lasciare che mi guidi nel suo mondo e mi faccia capire qual è il modo giusto di chiederle e ottenere le cose.

Se per Tiziano farlo ragionare, anche da piccolissimo, e anche un po’ imporsi con la forza era il segreto per insegnargli le cose, con lei è necessario aspettare che sia lei a dirci quando è pronta.

Anche se vorrei con tutto il cuore che si staccasse dal mio seno, perchè so che è meglio per lei non avere questo attaccamento viscerale, devo lasciarla fare e aspettare che si distragga e non ne senta più il bisogno perchè attratta da altro. La pappa, ad esempio, non c’è modo di fargliela mangiare se non è presente il suo grande amore: Tiziano. Piuttosto non mangia per ore, ma se ha deciso così nessuno la smuove.

Un altro tema che ci siamo resi conto essere molto scottante è la nanna. Ha sonno, io lo so, lei lo sa tutto il condominio lo sa, ma non riesce a dormire, strilla come un’aquila. Ogni giorno si inventa un metodo di addormentamento diverso, ma quello che funziona quasi sempre è sentire il battito del mio cuore calmo che ticchetta a ritmo con il suo.

Una volta il compagno di una persona a me molto cara (@zaira) mi ha detto che quando i suoi figli erano piccoli li faceva addormentare mettendoseli sul petto e respirando calma accordava i battiti del suo cuore con il loro. E’ troppo vero. A Ghiciolona non basta stare in braccio o che le si parli dolcemente. Si ossigena con la tua calma e ti regala dei sorrisi che ti fanno dimenticare tutta la fatica. Sorrisi di chi ti dona il cuore perchè sa che te lo sei guadagnato.

E così cara figlia tonno, fammi mettere i braccioli e nuotiamo insieme in questo tuo mare!

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