Giovedì pizza – Regole e deroghe

Le regole sono importanti. Importantissime. Guai a non averne! Definiscono i nostri rapporti sociali, ci insegnano i valori della comunità.

Quello che, però, non si dice mai è che altrettanto importanti sono le deroghe!

Fare il genitore è una delle cose più difficili che si possano immaginare. Tanto difficile che dovrebbe essere inserito nel curriculum!

Leggo spesso decaloghi o consigli su come essere Perfetti Genitori, o articoli su come giustificare Genitori Esauriti che hanno figli indemoniati.

La verità è che non esiste una ricetta universale. La giusta via è sempre in mezzo.

Ci sono mamme che pretendono dai figli comportamenti che non sono affatto commisurati all’età che hanno, ad esempio fanno un dramma se il bambino di due anni non saluta a comando o se il bambino si alza da tavola troppo presto è motivo di urli e punizioni, ce ne sono altre che rinunciano in partenza e vivono nel caos più totale sopraffatte dai figli che crescono.

2015-11-16 Tiz

Il consiglio che mi sento di dare io è quello di avere in mente un punto di arrivo, ma di arrivarci per gradi, spiegare sempre tutto anche se vi sembrano troppo piccoli per capire, fidatevi che non lo sono; non dare troppe regole perchè chiunque si sentirebbe soffocare, perciò scegliete quelle che sono davvero fondamentali (tipo: le mani sul fuoco no, non si lanciano cose dalla finestra, non si apre lo sportello dell’auto in corsa) e lasciate perdere tutte quelle superflue che vi rendono solo odiosi e che sopratutto andrebbero a finire in un calderone di parole inascoltate e quindi disattese. Continuare a ripetere ossessivamente e per tutto “no” fa solo capire al bambino che la regola è “troppo” per lui e quindi non ascolta a priori.

Così si rischia di non essere ascoltati su quello che conta davvero!

2016-04-13 Alice e TIz (4)

Vi faccio un esempio pratico: quando Tiziano ha iniziato a parlare mi sono incaponita perchè non salutava le persone. Pensavo “no, non voglio che mio figlio sia considerato un maleducato!” e di conseguenza lo martoriavo ripetendogli che si deve salutare e che è una cosa brutta non farlo ecc ecc. tutto il repertorio.

Un giorno, poi, mi sono resa conto che non salutava perchè per il suo carattere non era ancora pronto.

Allora ho smesso di rompere e magia … magia … dopo pochi mesi ha iniziato a salutare di sua spontanea volontà forse spinto dall’esempio di mamma e papà che lo fanno di abitudine con tutti e col sorriso.

Alice sale sulla scala del letto a castello? Anzichè proibirglielo tout court glielo permetto quando è a tiro d’occhio (e di mano) in caso di caduta e quando proprio non posso stare con lei le chiedo gentilmente (davvero eh!) di non salire perchè blablabla. Non ci crede nessuno, lo so, ma lei davvero non ci sale!

Insomma regole si, ma non troppe. E soprattutto lo scopo non è che i figli ESEGUANO, ma che facciano consapevolmente; ci vuole tanto tempo e con una fatica anche mentale non indifferente in una continua partita a tennis di “voglio” “non fare”, però se si ha pazienza di aspettare i frutti arrivano!

Fargli sperimentare tutto di persona anche se sembra pericoloso proprio per insegnargli a farlo in autonomia. Perchè non è certo proibendo che otterrete lo scopo: prima o poi gli verrà la curiosità di farlo comunque, lo faranno senza sapere come e probabilmente si faranno male. Ho insegnato io a Tiziano a 11 mesi a salire sui ripiani del fasciatoio, in modo che prendesse confidenza sotto la mia supervisione per poi farlo da solo conoscendone i rischi.

2016-04-20 Alice

L’altra cosa che mi sono resa conto gli fa davvero bene è una piccola finestra di (semi) anarchia. 

Tutto è nato da una mia esigenza: quando Marco fa il turno serale al lavoro non c’è per cena e così dopo tre giorni della settimana a impazzire da sola a preparare la cena e assicurarmi che la mangino tra continui “posso scendere?” “no, finchè non hai finito” (e poi cedere prima ovviamente perchè non posso chiedere a un bambino di due anni di stare seduto a tavola mezz’ora), ho sbracato.

Il giovedì ho detto “ragazzi ci mangiamo una pizza?”

2016-03-15 Alice

Da allora il Giovedì Pizza è un must. Si mangia la pizza ma soprattutto dove e come si vuole! In salotto, mentre si gioca, con le mani, davanti alla tv, in terrazza … non importa.

Sembra impossibile, ma il macello che ne generano non è tanto peggiore di quando sono seduti a tavola in cucina e in più si divertono come matti!

2016-03-31 Alice e Tiz (1)

2016-03-31 Alice e Tiz (2)

Quando suona il citofono Tiziano corre gridando “pizzaioooooooolooooooooo”, Alice mangiucchia anche lei la sua pizza mentre sale e scende cinquecento volte (ma da sola) dalla seggiolina sistemata in salotto o mentre si tuffa nella vasca di palline in terrazza.

Alle volte (rare) se ho il tempo faccio io la pizza e allora diventa anche un giorno la preparazione.

La serata finisce con, ovviamente, dolci o schifezze che si vogliono, perchè il Giovedì tutto è concesso!

2016-01-09 Tiz (2)

Giova a tutti. Anche io mangio dove preferisco: seduta per terra appoggiata al piccolo tavolino o sul divano col vassoio mentre bevo una birra, loro giocano, mangiano e vanno a letto felici e stanchi.

In più è un giorno bonus oltre al fine settimana, che spezza la routine scolastica che anche per loro è noiosa e stancante.

Provare per credere poi saranno più tranquilli anche gli altri giorni con la promessa del Giovedì Pizza!

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