Il mio infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare. 

Giacomino Leopardi, pace all’anima sua, passava così le sue giornate di pace e silenzi. “Sedendo e mirando”. Giac con tutto il bene che ti voglio, ma si vede che non eri una donna.

Finalmente tutti sono inseriti all’asilo 9-16, il marito lavora, e io rientro in ufficio tra due settimane, perciò ho tonnellate di tempo libero e “sedendo e mirando” in terrazza, mi metto lo smalto ai piedi mentre finisco il libro che non mi sta piacendo per niente e chatto con la mia inseparabile Sister. 

E no, il cor non mi si spaura, perchè sono troppo impegnata a cercare di capire come andrà a finire la lite di quei due in mezzo alla strada e non ho nè tempo nè voglia di pensare alla “magnificenza dell’infinito”; ma soprattutto in questo momento l’unico mio pensiero profondo è: meglio lo smalto verde speranza o fucsia? La risposta alla maggior parte delle domande è sempre fucsia, perciò decido di non tormentarmi con ulteriori dilemmi e perchè non sono Amleto.

La casa è tutta “sovrumani silenzi e profondissima quiete” e il divano per un riposino pomeridiano mi chiama e io rispondo “arrivo carissimo amico!”. 

Giacomino, nemico degli studenti, sai che se fossi nato oggi avresti donne a pacchi con la carta del tenebroso cervellotico romantico e anche un po’ caso umano? Invece sei nato duecento anni fa e passavi le giornate così, guardando la povera Silvia dalla finestra, che se avesse potuto ti avrebbe denunciato per stalking, o ascoltando il rumore delle foglie mosse dal vento. 

Per mia fortuna oggi esiste Amazon e così, l’ultima mezz’ora di questa giornata da donna libera la passo comprando rotoli di scotch colorato, 200 campanellini d’argento e delle infradito di lana per Alice. 

E il naufragar m’è dolce in questo mare!

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