La cameretta e le micro storie

Oggi vi presento la cameretta dei miei bambini.

Da bambina, come molti di voi, immagino, sono cresciuta in una cameretta pensata per far durare i mobili il più possibile e quindi decisamente brutta per dei bambini e più adatta a degli adolescenti, con il concetto che l’arredamento era costoso e non ci si poteva permettere di cambiarlo dopo poco. Lecito.

Per fortuna l’epoca in cui viviamo ci consente di spendere meno, certo a discapito della qualità alle volte (altre volte invece si paga molto qualcosa che vale comunque ‘na schifezza), ma a noi della qualità non importa un fico secco (nei limiti eh), l’importante è avere una cameretta carina a misura di bambino.

Se si aggiunge, poi, il fatto che sono un’integralista del “si gioca solo in camera” e “non voglio vedere neanche una macchinina fuori da quello spazio” (si, passo le mie serate a raccogliere roba e metterla a posto, ma in linea di massima si gioca sempre in cameretta, che prima di andare a dormire deve essere a posto), si capisce che la stanza dedicata ai miei figli era fondamentale che fosse a loro misura.

Volevamo uno spazio in cui si potessero sentire stimolati e al sicuro, dove non ci fossero divieti “perchè si rompe”, “perchè ci si può far male”, “perchè costa un sacco e se lo rovinano mi arrabbio”.

Ecco dunque come l’abbiamo realizzata e abbellita con il tempo a seconda delle inclinazioni e degli interessi dei piccoli di casa.

Prima di entrare in camerina si viene accolti dalla Lumaca Nemina che vive lì con la fatina della calma (vd post) nella porta rossa, la lumaca è diciamo la colf della fatina che è sempre stanca perchè va in giro tutto il giorno a far calmare bambini in crisi, e così la lumaca si occupa delle sue faccende.

Sulla porta (grande) ho attaccato l’albero genealogico (vd post) con tutta la famiglia a tener compagnia ai piccoli e a darmi uno spunto per qualche storia quando sono a corto di idee!

Le pareti sono state dipinte color lavanda perchè si abbinava bene sia con colori maschili che femminili e in più essendo un colore pastello dava calore all’ambiente.

Una parete è stata volutamente lasciata bianca perchè è stata decorata con degli stickers murali in vinile che rappresentavano il mondo alieno (qui il link al sito inglese), tema ripreso dal lampadario a forma di razzo e dalla grechina di robot intorno al letto di Tiziano. Al lampadario si sono aggiunte delle farfalline rosa realizzate con carta glitterata e nastrino di raso.

Naturalmente serviva anche la parte femminile e così sempre sullo stesso sito ho trovato delle fatine meravigliose che abbiamo attaccato sull’armadio (verde lime e giallo) di fronte al lettino di Alice.

L’armadio ha, poi, subito un altro attacco d’arte ed è stato decorato con le foto più simpatiche della famiglia, così che i bambini ci si potessero ritrovare in ogni momento!

Per il resto ci sono due librerie Billy Ikea, poca spesa massima resa e appunto l’armadio, preso di una misura decente anche per quando saranno più grandi, ma pagato il giusto per non aver rimpianti se poi dovrà essere sostituito. Nelle librerie, ovviamente libri, giocattoli e qualche foto.

Appesi al muro (l’unico rimasto libero) dei quadretti realizzati con le tovagliette della colazione e una foto dei cuginetti la cui cornice è fatta di Washi Tape, il mitico.

Per adesso i letti sono singolo per Tiziano e quello piccolo con le sbarre (tolte) per Alice (anche quello decorato col Washi Tape).

Tappeto a pelo raso verde coi broccoli in inverno, tappetone di gomma con le lettere in estate.

E le micro storie del titolo del post? Eh un momento mo’ ci arrivo!

Mi serviva qualche idea carina da mettere sopra la testiera del letto di Tiziano (che è un finto muro di gomma che scalda un po’ l’ambiente e insonorizza leggermente) e così mi sono inventata i “quadretti delle micro storie”

Sono quattro quadretti (qui scaricate il file) con cornici tutte diverse tra loro, così composti: il primo recita “C’era una volta in un paese lontano lontano …”, il classico incipit, poi si passa al secondo e al terzo, dove ho scritto un elenco di strani personaggi o cose più o meno a casaccio che mi erano venuti in mente (“mostriciattoli, un vaso verde, mamma e papà, belle addormentate, ecc”) e infine l’ultimo quadretto con la conclusione della storia “Stretta la soglia, larga la via, dite la vostra che io ho detto la mia”.

Il gioco è far scegliere al piccolo due personaggi e inventarsi una storia breve, da usare, che so, mentre lo vestite, tanto per ingannare il tempo e non dare spazio a lagne varie.

Carino no?

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