La Me che vedo

Vi siete mai immaginati mentre parlate con qualcuno?

Capelli, espressione degli occhi, forma della bocca.

Io lo faccio da sempre e penso sia normale. Solitamente mi identifico con l’interlocutore o mi immagino di essere la Me che sento di essere dentro. Sempre abbastanza diversa da come sono in realtá.

Fino a qualche anno fa mi “vedevo” fondamentalmente storta e brutta. Molto brutta, quasi deforme, sgradevole alla vista e, ahimè, anche all’olfatto.

Tutto frutto della mia inesistente autostima, ovviamente, perchè in realtà anche se non sono mai stata un modello di femminilità inteso come capelli e trucco perfetti, unghie laccate e scarpe col tacco, sono sempre stata abbastanza carina.

A detta degli altri naturalmente.

L’unica cosa che pensavo parlando con qualcuno era: “speriamo di fare in fretta così mi vado a nascondere!” oppure “dai, forse c’è una speranza di somigliare alla persona che ho di fronte (pure se si trattava di un orrendo esemplare di umanità)”.

Specchi? Guardati di sfuggita giusto per notare le macro cose. Foto? Poche e tutte con smorfie per mascherare la mia “bruttezza”.

Poi è successo qualcosa. In realtà ne sono successe un paio. Enormi. Per prima cosa sono stata in analisi, e vabbeh lì ho tirato fuori il mondo, ma la cosa che veramente ha cambiato la mia percezione di me è stata la nascita dei miei bambini.

Improvvisamente mi sono sentita Femmina, Donna, e soprattutto Bella, Felice.

E di conseguenza quando parlo con qualcuno adesso mi vedo così. Peccato che questa volta lo specchio la pensi diversamente.

Certamente non ho più 20 anni (e menomale!), ma ho un viso molto magro (tanto da meritarmi il soprannome di Skeletor)

COME MI VEDE LO SPECCHIO

e ogni gravidanza si è portata via qualche chilo rendendomi ancora più spigolosa. Per di più non sono in grado di portare i capelli lunghi, o acconciature da bambola, perciò ho sempre tagli corti alla Miley Cirus che mi danno un’espressione carina sì, ma che non mi rappresenta come vorrei.

COME MI VEDO IO

Direte, eh sei sempre insoddisfatta! In realtà no, perchè a differenza di prima, non mi sento affatto a disagio a parlare con gli altri, anzi spero di contagiarli con la mia allegria e mi auguro che vadano oltre gli zigomi sporgenti e i capelli dritti in testa. Spero che vedano la persona allegra e molto dolce che sono, oltre che incredibilmente bella e saggia (ahahahahahahahha).

La cosa banale che è accaduta è che il VOLER pensare e accudire una persona diversa da me stessa ha ridimensionato tutti i miei difetti (reali o immaginari) e la felicità che mi è scoppiata dentro, pur contornata  alle volte dalla stanchezza, mi ha dato una sicurezza che mai avrei immaginato di poter avere! Forse perchè ho iniziato a vedermi con gli occhi dei miei bambini, occhi dell’amore puro che se ne frega dei difetti fisici e non ha termini di paragone.

Se qualche anno fa, per cercare un po’ di autostima valorizzavo quelle parti di me che dall’immagine che mi rimandava lo specchio sapevo gradevoli all’opinione comune, oggi mi sento bene vestita o pettinata come piace a me, seppur non siano abiti corti o morbidi boccoli ma cappelli da elfo o abbinamenti curiosi.

A differenza di molte altre, non temo le rughe o i segni del tempo perchè il modificarsi del corpo non implica un invecchiamento di Flavia, di Me, anzi più passa il tempo più mi sento di avvicinarmi alla persona che sono davvero, quella che ha dormito per anni, decenni, drogata dalla Me Gargoyle che, come nelle migliori fiabe di Perrault, invidiosa della Principessa Saltellante l’ha nascosta in un buco in mezzo alla foresta, finchè un gruppo di folletti non l’ha liberata uccidendo la sorella Brutta e Cattiva.

In sostanza, quello che ho imparato davvero è che l’immagine che ti rimanda lo specchio e quella che hai in testa non necessariamente coincidono e soprattutto che se si è capaci di farsi amare non abbiamo bisogno di sederi statuari o capelli da spot, perchè, naturalmente,“la bellezza sta negli occhi di chi guarda”.

Con questo post partecipo alla rassegna  #tanaliberatutte di Micaela Le M Cronache

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