L’asilo nido

Quello dell’asilo è un tema a me molto caro. Della scuola in generale, visto che gli devo affidare il benessere psico/fisico/sociale dei miei figli per molte ore al giorno; al momento, però, avendo i bambini piccoli, posso occuparmi con cognizione di causa solo di questo primo step, il nido appunto.

La Puperia

Come dice il nome stesso, dovrebbe essere un’estensione del nido “casa”, un posto dove i bambini, fin da piccolissimi, quando hanno molto bisogno della presenza materna, possano vivere il distacco nel modo più delicato possibile e, perchè no, anche guadagnarci.

Raramente, forse mai, i genitori sono preparati alla scelta di una struttura.

Ci portiamo dietro preconcetti da Adulti Non Figliati, cose dette prima di sapere quanto un figlio sposti le tue priorità e senza avere la minima idea di cosa cacchio faccia effettivamente un bambino.

“Nel nostro nido, parliamo tre lingue”, ma non sai che un bambino fino a tre/quattro anni non parla manco correttamente la TUA di lingua

“Qui insegnamo ai bambini a conoscere il cibo, in modo che decidano loro, dalla tabella appesa al muro, cosa mangiare senza imposizioni” e se lo cucinano anche?

Quando Tiziano era ancora nella pancia sono andata a visitare qualcuno di questi asili e ovviamente avrei optato per uno di loro, perchè mi sembrava “una figata”, senza sapere che i bambini hanno più che altro bisogno di essere seguiti emotivamente e psicologicamente.

Per mia fortuna, però, ho un marito saggio che ha spinto fortemente per quel microscopico nido davanti al portone di casa che, sì, non aveva il giardino, che no, non insegnava inglese o a suonare il clavicembalo, ma le due ragazze che ci lavoravano avevano un’ottima fama come educatrici (come si chiamano ora).

Il Piccolo Principe

Così a 7 mesi il mio Piccolo Imperatore ha “varcato” la soglia del Piccolo Principe di Marta e Serena. Le nostre, poi, amate, adorate Marta e Serena.

Quel giorno non sapevo ancora che un’esigenza dettata dalla necessitá (il rientro al lavoro), sarebbe diventata la convinzione che frequentare nido è fondamentale e necessario per un bambino. Che nessun nonno potrá mai sostituire e che “lasciare un figlio al nido”, non significa “abbandonarli” o “farli soffrire per il distacco materno”, ma un’opportunitá.

Lì, al Piccolo Principe, era davvero come lasciarlo in casa con due di famiglia, due ragazze che l’hanno amato (non solo il mio Imperatore, ovvio!) e spinto anche alle volte oltre il suo limite di piccolo neonato! Spesso ci mandavano foto o video e ci perdevano le mezz’ore a raccontarci cosa facesse Tiz tutto il giorno.

Insomma, come era prevedibile siamo rimaste amiche e quando ci dissero che, non avendo sufficienti iscritti per l’anno successivo, avrebbero dovuto chiudere, a me e alle altre mamme è venuto un mezzo infarto.

Non conoscendo altri nidi ed essendo chiuse le graduatorie comunali, siamo più o meno andati a casaccio, quasi confidando nel fatto che “massì in TUTTI GLI ASILI LE EDUCATRICI SARANNO COSI’ BRAVE”.

Errore gravissimo. Anzi fatemelo dire in maiuscolo e grassetto GRAVISSIMO. Senza arrivare a quei posti dove li picchiano o altro, ci sono asili che sono fondamentalmente dei parcheggi.

Ora io non voglio sindacare le scelte di nessuno e ogni genitore decide col proprio metro e la propria cultura ciò che ritiene meglio per i propri figli. Diciamo che quello che avevamo scelto come alternativa, senza far nomi, non andava bene per noi. E ci tengo a precisare che non puntavamo al top di gamma, semplicemente cercavamo un posto in cui le educatrici fossero premurose e anche capaci di accompagnarlo nei progressi dell’età stimolandolo nel modo giusto.

Per puro caso, siamo approdati a La Puperia, piuttosto lontano da dove abitiamo, ma sulla strada che faccio per andare al lavoro e dato che ce ne siamo letteralmente innamorati dopo circa cinque minuti che parlavamo con la proprietaria, Simona, la scelta di iscriverlo lì era obbligata!

Si, ci abbiamo “pensato a casa” per non fare scelte avventate (nel nuovo nido era iniziato l’inserimento e avremmo dovuto toglierlo a metà operazione). Si, ci abbiamo pensato giusto il tempo di parcheggiare a casa. Non potevamo precludere a Tiziano e Alice che già era a sguazzare nel mio pancione, la possibilità di andare in posto così bello!

asilo nido, affori
La Puperia

E allora non sapevamo neanche quanto lo avremmo amato in seguito!

Ci siamo resi conto che le tappe che attraversa un bambino fino a tre anni sono incredibilmente difficili da gestire (certo, sempre se vuoi andare a fondo delle cose, perchè c’è anche il metodo facile altrimenti detto “massì i bambini in qualche modo vengono su! e poi c’è sempre la tv”) e senza l’aiuto di Monica e Simona non so come avremmo potuto affrontare il particolarissimo carattere di Tiziano, nè due momenti fondamentali della sua crescita: un minuscolo ricovero in ospedale che però l’ha turbato per mesi, e la nascita della sorellina, che tutt’ora non ha ben capito se ama o odia.

Adesso che si trova in una fase delicatissima della crescita, i Terrible Two tanto per intenderci e tanto per ribadire che i bambini così piccoli hanno bisogno di essere seguiti psicologicamente e affettivamente in modo particolare, le educatrici stanno attuando un percorso geniale, miscelando in modo che ritengo quasi unico, buon senso, studi, pratica, amore.

Il tutto senza far minimamente trasparire niente (tranne l’amore e la magia) ai bambini, che sono convinti di entrare al mattino in un posto dove semplicemente si divertono fino al pomeriggio/sera quando genitori o nonni li verranno a prendere per riportarli nell’altro nido: la casa.

Ogni cosa viene trasformata in magia per i loro occhi e inconsciamente in strutture per le loro personalità. E non dite “montessoriano” perchè non basta. 

asilo nido, affori
La Puperia

E Alice? Eh Alice ha “solo” pochi mesi cosa vuoi che capisca? SBAGLIATO! I minuscoli vengono accolti e rispettati nelle loro diverse capacità, perchè si sa, alle mamme interessano le tabelle crescita/abilità, alle educatrici le attitudini e le reali abilità, e così li stimolano per impararne nuove e incoraggiano quelle che il bambino preferisce per natura, il tutto, ripeto, sempre con la magia e il gioco.

Noi genitori, se ne sentiamo il bisogno possiamo chiedere aiuto e allora Nicoletta, Simona, Momò, Valentina, Ilaria, Laura, Monica e Marta (spero di non averne lasciata indietro nessuna) come se fossimo anche noi i loro piccoli, ci spiegano e ci indirizzano aiutandoci a capire come gestire delle situazioni che per noi sono magari nuove o ci crucciano particolarmente.

L’anno prossimo, che Tiziano andrà alla scuola dell’infanzia, (“materna” si chiamava una volta) ci siamo assicurati che possa avere una struttura che si interessi non solo di “guardare” i bambini mentre arrivano a 6 anni, ma che insegni loro come e cosa fare in quei tre anni che vivranno, per così dire, tra quelle mura.

asilo nido affori
La Puperia

Dato che non potevamo volere per Alice qualcosa di meno che per il fratello, dopo molte valutazioni abbiamo deciso che resterà al nido Puperesco. Non potevamo proprio privarla di questa magia!

Tutto questo per dire: mamme, papà, pensate a qualcosa di più per i vostri bambini. Sono gli adulti di domani e imparare anche voi qualcosa da loro, modificare certe convinzioni per il loro bene non può che giovare a questo mondo.

Le Puperie, ci sono anche vicino a voi, bisogna solo cercarle!

Una cosa però, voglio dirla, anzi, urlarla

BRAVA SIMONA E BRAVE RAGAZZE!!!!!!

LA PUPERIA

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