Le mamme

La settimana scorsa ho parlato dei bambini prodigio, o almeno così li vedono e li raccontano le loro mamme.

Oggi vorrei spendere due parole proprio su di loro, quelle donne che una volta erano persone più o meno normali, poi un giorno sono diventate madri.

Ne esistono di vari tipi e nella rete tante blogger le elencano e le descrivono (divertentissima, ad esempio, la Fenomenologia della mamma di 50 Sfumature di Mamma), ed ecco allora la mia personale catalogazione

Mamma Pescatore 

Le sue spacconate sono degne di un pescatore di tonni e le prodezze dei suoi figli crescono ad ogni racconto.

Il 7 in inglese preso dal figlio di 8 anni, diventa dopo aver incontrato nonni, zii e amici un master in lingua per cui ha diritto ad un viaggio studio a Londra.

Un gorgeggio fatto dal pupo di cinque mesi diventa “mio figlio ha detto cassapanca! ed ha solo tre mesi!!”.

Il problema è che siccome ci si sente inadeguate nei confronti di questo tipo di mamma (seppur incredule in fin dei conti le si concede il beneficio del dubbio), si parte con la controffensiva totalmente inventata.

Ripensiamo al giorno prima, quando il nostro pargoletto è rotolato giù dal letto dando una testata tremenda sul pavimento e allora buttiamo lì “il mio a nove mesi, scende già dal letto!” e ancora “una volta si è fatto un taglio che quasi servivano i punti ma lui non ha neanche detto una parola! che eroe! che sopportazione del dolore!” ed eccoti lì, anche tu trasformata in Mamma Pescatore tuo malgrado!

Mamma Innamorata

Parla solo con diminutivi e i figli hanno soprannomi, quando non nomi, da cucciolo di maltese. Cuoricino, Passerotto, Tesorino.

Sempre. Anche quando si incazza. “Amorino, puoi per favore smettere di strangolare la tua Sorellina?” “Ciuciulino della mamma, puoi gentilmente togliere il cane dal caminetto che prende fuoco?”.

Tutto quello che fanno i suoi figli è perfetto e mai messo in discussione, anche quando per provocarla bestemmiano come uno scaricatore di porto. Non vede o non vuole vedere quanto alle volte sia necessaria e salvifica una bella sculacciata o comunque una sgridata e così si trova in un vortice in cui il bambino la provoca facendo il diavolo a quattro, lei lo guarda con occhi innamorati e sempre pazienti, il pupo allora alza il tiro e dice una parolaccia, ma lei niente, indefessa continua a dirgli gentilmente di smetterla.

Come tutti gli innamorati questo tipo di Mamma brucia di un fuoco accecante che pure se suo figlio è lo Strangolatore di Boston, lei lo giustificherà sempre con un “si vede che in pancia aveva il cordone intorno al collo e questa cosa lo ha turbato…povero cucciolo di mamma”

A niente valgono i vostri timidi tentativi di farle notare qualcosa, otterrete solo l’effetto di farla chiudere ancora di più in questo buco nero di illusioni.

Mamma Gestapo

Ha tutte le risposte e quasi mai sono gentili. Il suo frasario è ricco di “mai” e “sempre” e per lei i bambini vanno più che altro addestrati secondo rigide regole da manuale.

“Non si dorme nel lettone” e tu che qualche volta hai ceduto alla tentazione sprofondi sulla panchina del parco,

“Non si allatta se non a orari stabiliti” e ripensi a quella volta che non la finiva di piangere e sì, di nascosto la tetta gliel’hai data!

I suoi figli segnano i giorni di reclusione con tacche sul muro della cameretta manco fossero carcerati, perchè la punizione è il metodo che la Mamma Gestapo usa per risolvere tutti i problemi. Le sue regole sono salde e se vengono infrante sono guai, e soprattutto non si negozia la cosa, perchè  “le nostre mamme e nonne hanno fatto così per secoli e siamo cresciuti bene lo stesso”.

Parlare con lei ti fa sembrare possibile l’impossibile, ti carichi convinta che anche tu, una volta a casa puoi applicare le tue regole: non far bere l’acqua del water al cane; rimettere a posto tutti ma proprio tutti i pezzi del lego, sì anche quello dietro la lavatrice; far sì che la famiglia aspetti che ti sieda anche te per iniziare a cenare. Ecco questo sarebbe più che altro un miracolo e servirebbe Mamma Fatima che però non esiste ancora.

Invece appena varchi la soglia di casa tutta la tua sicurezza svanisce davanti al muro sporco di pennarelli e ti accasci sconfitta accanto alla lavatrice a fissare quel pezzettino di lego che mai tornerà nella scatola coi suoi simili.

Mamma Volemosebbene

Quasi certamente sarà una mamma giovane, perchè sotto i trent’anni certe paranoie non se le fa e tutto sommato vive alla giornata.

Oscilla tra l’essere felice e spensierata mentre gioca coi bambini in salotto a fare i travestimenti, all’essere esaurita perchè poi tutti quei vestiti vanno rimessi a posto e i bambini strillano che non vogliono.

Non ha orari, perchè crede nell’orologio biologico (“mangiamo quando abbiamo fame!”), e più che vestire i bambini, li copre. Non ha nessuna “tecnica di addormentamento” perchè tanto sta alzata fino alle due di notte per guardare tutte le puntate di The Walking Dead (praticamente si guarda i video di te che ti alzi al mattino dopo una notte di poppate e strilli) e non le importa se i bambini vogliono addormentarsi sul divano con mamma e papà.

Da una parte la invidi, lei che ha fatto figli in un’età in cui non si ha paura di nulla e che se suo figlio si arrampica su un albero lo lascia fare senza guardarlo perchè si nasconde dietro il “lascio che si facciano le loro esperienze” quando invece, forse forse, le fa comodo per farsi i fatti propri (eh su ammettiamolo), mentre voi lo osservereste con la goccia di sudore che scende dalla fronte combattuta tra il “lo lascio fare” e il “dai lo faccio scendere” perchè imparare sì, ma se poi si rompe una gamba sapete fin troppo bene che sono cavoli vostri più che suoi!

Dall’altra parte, però, la guardi scuotendo il capo mestamente con lo sguardo di “colei che sa”, perchè prima o poi anche i suoi capelli diventeranno bianchi e la pelle sotto agli occhi blu, perchè i suoi figli prima o poi la faranno sbottare e allora fanculo alle zucchine bio.

Piazzi il seggiolino in riva al fiume e la aspetti. Prima o poi passerà anche lei!

E io che mamma sono? Come credo la maggior parte di voi, la somma di tutte queste e anche altre fuori catalogo.

Avevo le mie regole certe, reinventate alla prima occasione, e sono innamorata dei miei figli prodigiosi che a due mesi hanno tradotto il Decamerone in tre lingue. Preferisco il dialogo alla punizione, ma quando ce vo’ ce vo’, ho comprato verdure bio, ma alle volte per cena abbiamo mangiato spinacine e verdure pronte anche solo perchè, lo confesso, non avevo voglia di cucinare.

Lascio che i miei bambini sperimentino da soli, ma osservandoli di nascosto (non ho detto facendo stalking! Preciso per chi fosse già in ansia da spionaggio) pronta ad aiutarli se si fanno male, anche metaforicamente.

Ovvio, dite? Non sempre, perchè ci sono davvero mamme che invece, purtroppo, non si schiodano da una mera definizione ed è lì che c’è il rischio che crescano figli che non sanno vedere al di là del proprio naso e riconoscere e rispettare chi la pensa in modo differente.

E in questa epoca, più che mai, è fondamentale insegnare il rispetto e la gentilezza verso tutti.

Diversificare, non vuol dire non essere convinte delle proprie idee, significa essere capaci di cambiare se necessario.

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