Muba un pomeriggio alternativo

Da settimane volevo provare il Muba, Museo del Bambino, a Milano, ma forse scoraggiata dalle solite fregature che si prendono nella city ho sempre rinunciato.

Qualche giorno fa, però, un’amica con una figlia dell’età di Tiziano, Giorgia, ce l’ha proposto dato che loro ci erano stati a ferragosto e si erano divertiti molto. E allora perchè no? Ecco l’occasione giusta!

Di domenica d’agosto il traffico inesistente e il parcheggio abbastanza facile in strada e gratuito (solo la domenica) ci hanno risparmiato di iniziare il pomeriggio sotto stress, e si sa con due bambini bisogna limitare al minimo le tensioni!

  

UN PO’ DI STORIA DELLA ROTONDA BESANA, oggi sede del Muba.

L’Ospedale Maggiore di Milano, fin dalla sua nascita (1456), si era dotato di un’area cimiteriale in cui seppellire quanti fossero deceduti al suo interno, ma alla fine del XVII secolo, il sepolcreto si rivelò però insufficiente e nel 1696 venne edificato il nuovo cimitero con la chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri.

Poiché anche i vasti ossari collocati nei sotterranei della chiesa divennero insufficienti, nel 1719 venne realizzato il porticato circostante, terminato nel 1731. Il complesso era allora noto come “Foppone dell’Ospedale”, dalla voce milanese “foppa” significante appunto “fossa”, con cui venivano denominati i molti cimiteri di Milano.

Il complesso, di proprietà comunale dal 1958, è usato come spazio verde pubblico e come spazio espositivo per mostre temporanee, proiezioni ed eventi culturali.E dal 2014 sede del Muba.

La struttura è meravigliosa e tenuta benissimo, entrando rimaniamo a bocca aperta a vedere come il connubio di antico e moderno siano perfettamente sposati! Luci, colori e installazioni rendono l’ambiente piacevolissimo per i grandi, ma soprattutto per i piccini che infatti dopo circa cinque secondi sono scomparsi alla nostra vista e si sono mescolati agli altri, voraci di novità.

Una lavagna magnetica con centinaia di foglietti colorati di forme diverse e una locomotiva frecciarossa con tanto di cappello e giacca da capotreno da poter indossare, sono poste poco prima dello spazio ReMida dedicato ai laboratori. Al momento solo questo spazio è visitabile poichè fino a fine ottobre Muba ospita il Childrenshare, una serie di laboratori e mostre dedicate a Expo. Sbirciamo, però oltre la transenna e … meraviglia! Vedo dei tavolini con enormi apparecchiature e torte e altri cibi! Sembra il Paese delle Meraviglie di Alice!

Dopo aver convinto Ciabatto a togliersi il costume da capotreno, ed essere stato travolto da delle bambine inferocite, entriamo al ReMida, laboratorio a cui ci siamo iscritti.

Cos’è ReMida? E’ un progetto nato nel 1996 a Reggio Emilia che si propone di riutilizzare gli elementi di scarto donati dalle varie industrie, lasciando che i bambini giochino con la fantasia reinventandone l’uso.

Quindi troviamo legno, gommapiuma, scarti di tessuto, che Ghiociolona reinterpreta a modo suo assaggiandone ogni centimetro, e poi ancora pezzetti di ferro calamitati per disegnare sulla parete, scarti in silicone, che Ciabatto impila dicendo che sta facendo una pizza al formaggio (sempre a mangiare lui pensa!). Insomma un’ora di libertà motoria e psichica!

Un posto dove i bambini fanno i bambini senza freni e i genitori possono scatenare la fantasia senza “vergognarsi” del giudizio altrui.

 

E allora ecco spuntare un domino lunghissimo costruito da un team di papà, e sì dài anche i figli, un tempio greco di gommapiuma allestito dalle mamme, una torre alta un metro e mezzo dietro cui spunta un’acconciatura non propriamente da bambina di due anni!

I piccoli corrono da tutte le parti unendo i materiali sparsi sul pavimento a realizzare progetti faraonici che solo le loro fantasie libere da sovrastrutture possono immaginare!

Alla fine i ragazzi della ONLUS che sono stati presenti e disponibili a chiarimenti e aiuti per tutto il tempo del laboratorio, hanno chiamato a raccolta i partecipanti e seduti in cerchio hanno chiesto ai bambini di scambiarsi le esperienze. Per finire, poi, due minuti per risistemare tutti i materiali. Giocare si, ma comunque è importante anche imparare il rispetto di non lasciare un macello quando si lascia un posto dove ci si è divertiti!

Bravi, bravi, bravi! Ottimo progetto e ben gestito. Senza contare che noi abbiamo partecipato a questo laboratorio, ma ogni giorno ne organizzano di diversi.

All’interno della Rotonda si trova anche il bar, con bagno e fasciatoio a cui si accede con la scala o con l’ascensore in vetro. I bagni sono poi pensati proprio per le mamme: lunghi in modo da poterci entrare col passeggino, e accanto al fasciatoio una comodissima poltrona per allattare!

Potevo io farmi mancare una sosta al book shop? Certo che no! Ci sono tanti libri originali tra cui questo che ho comprato immediatamente, perchè nonostante internet erano indicati posti e attività che nelle mie mille ricerche non ho mai trovato! L’inverno è lungo e almeno ho un bel carnet di posti da provare!

Sul sito www.muba.it tutte le info su orari e prenotazioni labo

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