Non confondere la severità con l'acidità di stomaco

Ore 21.23, i pargoli dormono, il marito fa il turno di notte. Mi verso un chinotto freddo, che con i 39 gradi all’ombra di questi giorni è l’ideale, e mi sistemo sul divano davanti a un film con Diane Keaton. Il titolo non importa: son tutti stupendi i suoi film, ma soprattutto non vedo un lungometraggio da tre anni perciò andrà bene qualsiasi cosa!

Infatti duro poco … dopo poco più di mezz’ora mi rendo conto che ho sonno e mi trasferisco a letto dove, prima di scendere tra le braccia di Morfeo, mi concedo un riepilogo della giornata.

C’è un pensiero che mi ronza in testa da tutto il pomeriggio; qualcosa di nessuna importanza in effetti, ma che comunque mi ha colpito.

La  frequentazione di adulti, come è normale che sia, in questi ultimi anni ha sempre previsto l’appendice dei piccoli esseri da noi prodotti e il tema delle conversazioni è quasi sempre lo stesso: io ho fatto così, te come fai?

Anche questo pomeriggio infatti lo schema si è ripetuto: sto svezzando Aliciotta, ma sembra non gradire, ci metterò tempo e filastrocche fino a seccare la lingua, voi come avete fatto?

Una ragazza mi ha risposto che lei Incrollabile, Incorruttibile, Inflessibile, non ha ceduto alla tentazione, come invece è successo a me dopo mezz’ora di urla disperate, di darle la poppa. Niente poppa, niente tv, niente canzoncine: si mangia e basta. Perchè poi sennò …

Il terrore che prendano dei vizi.

Mi sono immaginata questa piccolina con gli occhioni fiduciosi che dalla mamma arriva sempre e solo del bene, vedersi invece tradita con un cucchiaino di roba indefinita che proprio non le piace.

Quando è nato Tiziano anche io ero una madre dalle tre “i”, ma col passare dei giorni mi sono resa conto che è una fatica inutile essere così severi con bambini così piccoli, perchè da te si aspettano solo amore e che tu gli insegni ad essere grande, non che li obblighi, perche divenino adulti consapevoli non soldati che obbediscono e basta.

Di ogni “vizio” a cui abbiamo ceduto, nel giro di due settimane al massimo si è stufato prima lui di noi ( tv, canzoni, favole), il trucco sta nel non usarli noi adulti come un metodo facile per ottenere quello che vogliamo. Se servono temporaneamente al piccolo per digerire una cosa che non vuole ben vengano! a patto, però, di fare uno sforzo per disrtrarli con altro quando è chiaro che lo scopo è stato raggiunto. In fondo lo diceva anche Julie Andrews: con un poco di zucchero la pillola va giù! E non c’è niente di male a rendere piacevole un “dovere”. Anzi credo che poi i bambini lo facciano entrare nella loro routine più facilmente.

Detto questo naturalmente Cent co’ cent crap, cent cu’ dosent ciap!

(Traduco Cento colli cento teste, cento sederi duecento chiappe 🙂 )

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