Non sono una donna, non sono una santa: sono un papà!

Quando nasce un bambino, nascono anche una mamma e un papà. Bla bla bla.

La verità è che le donne sono, per così dire, programmate alla nascita per prendersi cura di un pargoletto urlante. Insito in loro ci sono, che ci crediate o no, le risposte a tutte le domande, anche se la mamma non lo sa, anche se ha mille leciti dubbi. Come dice il mio santo pediatra “la mamma ha sempre ragione”

Se questo non bastasse, le donne si confrontano tra loro sfogandosi e scoprendo di avere tutte gli stessi problemi, le stesse angosce.

Il povero papà che è nato, invece, chi lo considera? Chi lo aiuta? Chi lo supporta?

Certo non il bambino, che con i pianti, i pannolini fumanti e i sorrisetti senza senso lo manda solo in confusione!

2016-02-27

Certo non la compagna ora madre e quindi leggermente assente di corpo e di testa.

Gli amici, gli altri papà? No, certo, perchè gli uomini non parlano tra loro, non si confrontano, non scoprono di essere tutti uguali, di avere tutti questo enorme peso, questo senso di responsabilità che gli è stato affibbiato e il sentirsi sempre meno considerati nella famiglia.

E allora? E allora anche loro, fanno la loro parte. Non partoriscono, ma soffrono con noi, impotenti se assistono al parto, incoscienti se fuori dalla sala operatoria in attesa dell’uscita dei medici.

Si danno da fare come possono per aiutare tutti i giorni, considerando che la cura quotidiana del bebè resta appannaggio semi esclusivo della mamma, salvo qualche rara occasione in cui vengono chiamati in causa, ma solo per “ripiego”, perchè la mamma deve farsi una doccia, o mangiare un boccone, o provare a dormire mezz’ora. Diciamolo onestamente, se una donna potesse clonarsi e quindi mantenere il controllo totale su tutta la situazione lo farebbe, ricorre al padre giusto perchè è il miglior surrogato di se stessa.

Quello che non notiamo, però, prese a gestire neonati o bimbi piccoli, è tutto il sommerso che fanno questi papà. In casi molto fortunati, come posso dire di me stessa, 2015-07-19 Tizfanno molto, moltissimo come direbbe Ennio Doris “intorno a me”: preparare qualcosa da mangiare, tenere in ordine, fare il bucato … insomma rendersi conto di cosa c’è da fare e farlo.

Ma al di là delle cose materiali che certo aiutano, penso che il compito fondamentale dei Santi Papà sia aspettarci.

Eh si, perchè da “al mondo solo io e te tre metri sopra il cielo” in un nanosecondo si viene catapultati in “lei e il piccolo grande amore della mia vita, se non proprio sotto terra almeno al pianterreno”.

La coppia è messa da parte per mooooolto tempo, fisiologicamente direi, e se non fosse per questi coraggiosi uomini lo sarebbe forse per sempre (a volte comunque succede).

Ci aspettano, SI mettono da parte, e con timidi tentativi cercano di far notare, dopo un tempo che reputano adeguato, che ci sono anche loro, che forse il “bambino” adesso che ha la patente non ha più bisogno di essere seguito a vista dalla mamma, che forse, magari, con timidezza financo, si potrebbe parlare di uscire a cena … o magari UH UH UH … eh? che dici amore?

2015-10-25

Le mamme sono uniche, hanno cento braccia come la dea Kali, tutti le cercano e tutti le vogliono Fiiiiigarooooo, ma ai papà chi ci pensa? Lì, abbandonati a loro stessi, che darebbero la vita per noi e per i figli.

Dovremmo, e dovrei anche io, ricordarmelo un po’ più spesso. Perchè poi si sa, quando il popolo s’incazza le prime a cadere sono le regine.

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