Sono una trentacinquenne normodotata … non mi giudicate sono come voi

Leggo sempre più spesso post su facebook o sui blog delle mamme che parlano di superdonne che non si lamentano mai se stanno male, che fanno tutto da sole, che hanno figli meravigliosi e che, cosa davvero originale da dire, hanno una famiglia che amano alla follia.

Mi sono chiesta se in me ci fosse qualcosa di sbagliato perché oscillo tra la mia ossessiva mania del controllo e la calma interiore che mi dà avere qualcuno che mi aiuti anche senza aspettare di annegare e se i miei cuccioli adorati si svegliano di notte piangendo per fame o paura o quello che sia, mi sveglio per consolarli, ma alla decima volta il “mannaggiattè” mi esce liberatorio, senza per questo sentirmi in colpa o amarli di meno.

Mio marito è testimone da quindici anni di quanto non mi sia mai fatta problemi a condividere con lui mal di schiena, unghie rotte, o semplicemente una giornata storta, e forse ripensandoci qualche reticenza avrei dovuto averla, povero lui!

Non ho l’addominale scolpito e la coscia sempre liscia, mi depilo se vado dal ginecologo  e devo dire che per fortuna la visita capita al massimo una volta l’anno; alle volte bevo una birra da sola mentre preparo la cena e ho sempre in borsa matita e mascara perché, come una volta dicevano le nostre mamme a proposito delle mutande coordinate al reggiseno, “non si sa mai”. Che poi diciamocelo, mamma … non si sa mai cosa? Che mi capiti una sveltina al semaforo? Non mi hai sempre detto di concederla con parsimonia e solo alle persone speciali?

Messaggi contraddittori che hanno comunque contribuito a fare di me la donna normale che sono.

Mi prendo cura della mia famiglia al meglio delle mie possibilità, cercando di tenere tutto in ordine per dare una stabilità e un senso di “casa” a tutti noi che condividiamo questi metri quadri, ma se per vivere in una favola improvvisata è necessario spargere farina, polvere di stelle o cartoncini in giro, si fa eccome se si fa e sono la persona più realizzata del pianeta!

Studio ogni giorno qualcosa da fare nel tempo libero per darci la possibilità di goderci lo stare insieme e ho fatto del Gioco della Felicità di Pollyanna uno stile di vita, anche se negli ultimi mesi di caos totale è stato un po’ accantonato.

Una mano per dare la pappa, una per stirare, una per colorare, una per accarezzare, una per telefonare, una per bere un caffè (oddio ho sei mani!).

Una bocca per baciare, ridere, urlare, due gambe per correre, saltare, sdraiarmi nel letto per un meritato riposo.

Due orecchie per sentire risate, parole, pianti.

Due occhi per guardare allo specchio la donna che coi capelli sempre in disordine mi sorride felice, per piangere di gioia o tristezza, non importa tanto è sempre la stessa medaglia, per amare.

Un corpo normale per una donna normale. O #diversamentefiga

3 commenti

  1. Bel post molto ironico… ma un appunto devo fartelo: quando le mamme dicono non si sa mai non pensano mica alla sveltina… ma a una visita urgente dal dottore o in pronto soccorso. Tipo come quando sistemano casa in maniera maniacale e affermano “può venire un ospite oppure entrare un ladro!”

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