Sulla famiglia e altre definizioni. DDL Cirinnà

2007 scena Esterno appartamento, volgarmente detto terrazzo

“… beh se non ci sposiamo non possiamo avere tante tutele, e poi, comunque, il matrimonio implica un impegno diverso, legale.”

“di sicuro io non voglio la cerimonia e tutto il resto”

“mah si, basta andare in comune con due testimoni e firmiamo. Giusto per rendere legale una situazione che già esiste”

23 febbraio 2008

” … entrambi consenzienti, maggiorenni e con i requisiti previsti per legge, in base all’articolo 143 del codice civile vi ricordo che dal matrimonio deriva l‘obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. 

Inoltre, articolo 144, i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia. 

E infine, articolo 147, il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Firma, firma, entrambi i testimoni firmano e “vi dichiaro uniti in matrimonio!”

Ecco, ora io non è che stessi proprio attenta attenta quel giorno, però il senso mi pareva di averlo colto, perciò, quando ho letto come il ddl Cirinnà discipilini le Unioni Civili, mi sono detta “minchia è un matrimonio”. Il “minchia” è rafforzativo e ci sta.

La prima cosa che mi sono domandata è: che problema ha questo Paese con le definizioni? 

Tempo fa si è sentita fortissima l’esigenza di modificare il termine “cieco”, con “non vedente” come se cambiandogli nome potessero riacquistare la vista. 

Poi è stato il turno del “netturbino”, che un giorno raccoglieva immondizia e il giorno dopo sentendosi chiamare “operatore ecologico” è diventato un super eroe, uno che Salva l’ambiente perdiana! Ma senza la tutina aderente per fortuna.

Adesso Family Day. La logica e anche il dizionario vorrebbero che fosse il “giorno della famiglia”, ma invece no! E’ il giorno di Alcune famiglie. 

Ecco devo citare ancora il dizionario: “Famiglia. Nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o di affinità.” 

Eppure ci sono delle persone che vogliono per forza intendere “due o più individui DI SESSO OPPOSTO”, un po’ come successe con la traduzione latina della Bibbia nella cui nella versione originale in aramaico mai si è parlato di Uomo Maschio come primo essere creato da Dio, ma solo di uomo in senso generico e per colpa di un grossolano errore di traduzione stanno rompendo le palle da millenni.

Sono le stesse persone che urlano all’abominio se vedono per strada una donna con un vestito nero e un velo in testa. Scusate da quanto tempo non esco di casa???? Non erano vestite così anche le suore??? Mi sono persa qualcosa?

Le Unioni Civili, che io continuerò a non capire perchè non si chiamano matrimonio, rendono legale una cosa, bella peraltro, che già esiste e richiesta DEMOCRATICAMENTE a furor di popolo.

Era il 1970 quando entrò in vigore la legge che consentiva il divorzio e non mi pare che siano scesi i Cavalieri dell’Apocalisse, nonostante qualcuno li avesse predetti. 


Quando ti sposi, o ti unisci civilmente, sei dominato dall’amore e nella maggior parte dei casi questo sentimento perdura, ma se per caso in una diciamo “coppia di fatto con persone dello stesso sesso”, una delle due parti avesse messo cuore, amore, fiducia e pure la casa (sempre magari eh) e l’altro si rivelasse uno sfruttatore, ipocrita e pure fedifrago, non sarebbe bello se LEGALMENTE il primo potesse dargli quello che si merita con un divorzio per colpa?

La Stepchild Adoption è l’altro tema discusso. Adozione che riguarda SOLO i bambini che uno dei due genitori naturali non ce l’ha perchè se l’è portato via la Falce Nera o perchè è così interessato al pargolo da rinunciare volentieri alla patria potestà.

Facciamo i seri, scusate. Se ti alzi trecento volte per notte a cambiare, allattare, consolare un bambino che vive con te tutti i giorni e che è figlio della persona con cui (quando c’è tempo) fai sesso; se ti sciroppi tutte le recite di fine anno in cui sempre il suddetto bambino fa la parte del Cavolfiore di Natale perchè tutte le altre erano già prese, non hai tutto il diritto di considerarti suo genitore? Se non per biologia almeno per meriti. Genitor Honoris Causa. E che male c’è se è pure legale?

Se piangi quando mettendo a letto quel bambino, questo ti butta le braccia al collo e ti dice “ti voglio bene!!!” o “che fantastica giornata oggi sui pattini”, se per quel bambino rinunci a buona parte del tuo tempo libero senza che questo ti pesi, perchè lo ami come fosse tuo, non sarebbe bellissimo per quel bimbo (o bimba eh) poterti chiamare “mamma” o “papà” o anche Giancarlo se gli fa piacere, ma sapendo che non si deve vergognare per questo?

Come? non vi interessa? Allora forse, vi interesserà sapere che se quel bambino avesse paura di un vaccino, ad esempio, e si sentisse più sicuro a dare la mano a “Giancarlo”, bisognerebbe rispondergli che “Giancarlo” non può venire, perchè non è nessuno. Senza maiuscola, nessuno e basta. Perchè la sua “figura” non è prevista dal legislatore. “ma io lo vedo”. Ti sbagli bambino. Giancarlo non esiste. E’ come il tuo amico dalla coda di delfino e il muso da topolino … lo vedi solo tu. Pic, puntura fatta!

Le famiglie che sono scese in piazza questo sabato 23 gennaio, le persone che ancora famiglie non sono, perchè nonostante il dizionario le abbia già riconosciute i loro bipedi consimili no, le persone che non hanno un diretto interesse se non il futuro del Paese in cui vivono, hanno dimostrato che i tempi sono maturi per questo Decreto (se si è mosso il legislatore potete crederci!).

Il filosofo George Berkeley si domandava “Se un albero cade in una foresta senza che ci siano spettatori alla scena, l’albero produce un rumore cadendo?” La risposta è ovviamente, si!

Pertanto far finta che alcune situazioni non esistano, non le faranno scomparire. Sembrerete solo più scemi. 

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