Thanksgiving dinner. Una tradizione di famiglia #2

Eccoci qua. Domani l’America festeggerà il Thanksgiving Day, ma noi abbiamo anticipato a causa di impegni vari. Non importa perchè, come dicevo, per noi ha tutt’altro significato!

Quest’anno si sono aggiunti due cari amici, Giorgio e Marco soprannominati da Tiziano Riscaldamento e Mangiafuoco. Sono due ragazzi di quelli di una volta, che ti fanno i complimenti per il dettaglio, che portano un presente alla padrona di casa e azzeccato per giunta! No, non sono gay se ve lo steste domandando. Sono solo educati. Quella strana parola dimenticata dai più.

Il menù prevedeva Tartellette di Sfoglia con Zucca mantovana e taleggio (la zucca gentilmente offerta dalla mamma di Zio Emy, la più buona che abbia mai assaggiato!), Piatto di formaggi e salame disposti in foggia di tacchino, Insalata misticanza con panna acida come antipasti. Ci siamo tenuti volutamente leggeri per dare la giusta importanza al piatto principe della serata: il tacchino.

Emy si è dedicato alla sua brinatura, speziatura e affumicatura dal giorno prima con tanto amore. La ricetta è rigorosamente segreta, perciò mi sperticherò nell’elogio del piatto. Un petto e quattro cosce che si scioglievano in bocca e la salsina versata sopra esaltava il sapore del mix di spezie con cui il pennuto era stato massaggiato. Siamo andati tutti in visibilio, tanto da fare bis e ter compreso il buon Tiz che continuava a ripetere “VOJO ACCOAAA” e si è spazzolato due fette di petto e un po’ della coscia.

Il purè di zucca che accompagnava la carne, sempre realizzato con la zucca mantovana, l’ho ottenuto semplicemente lessando e schiacciando la zucca, aggiungendo un filo di latte e sale e spolverando di rosmarino.

Per accompagnare il tutto poteva mancare il mio tradizionale pane ai cereali? Figuriamoci!

Messo a lievitare dalla sera prima, dato che occorrono 8 ore l’ho impastato prima di andare a letto, la mattina era pronto da infornare! Qui la ricetta. Io ho usato la campana per il pane, chi non l’avesse (penso tutti ihihi) si può usare il domopak.

E il dolce? Eh il dolce, per mancanza di tempo e poichè si arriva sempre a questo punto delle cene troppo pieni per poter apprezzare l’ennesimo manicaretto, è stato realizzato in pochissimo tempo e con tutti prodotti confezionati, tanto da rinominarlo Il Vasetto della Globalizzazione.

Ho fatto delle monodosi in vasetti della marmellata Bormioli e poi ho composto gli strati: Kellogs Extra classici, panna montata, topping caramello Fabbri, mele tagliate a tocchetti e fatte leggermente lessare con un po’ di acqua e cannella (tanto per ammorbidirle) e ancora panna (quando le mele erano ben fredde). Ho usato la panna spray, ma è stato un errore perchè si scioglieva subito. Comunque dolce buonissimo, leggero e per una degna chiusura di fine pasto!

Dietro al menù che avevo stampato c’era lo spazio per scrivere i propri ringraziamenti, e così tra una cucchiaiata di dolce e l’altra ci siamo letti i rispettivi. Emozionante come sempre e Riscaldamento e Mangiafuoco si sono prestati col cuore a questa tradizione!

Per concludere … quei due Bravi Ragazzi ci hanno stupito con un regalo per Ohana, azzeccatissimi come sempre.

All’anno prossimo gente!

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