Dicotomia materna

Vi capita mai di sentirvi sopraffatte dalla quotidianità? Come se tutto quello che facciamo non avesse un senso ultimo, ma solo contingente: risolvere un problema alla volta, ma senza la visione d’insieme. Del tipo ore 19: preparo la cena. Mercoledì: doccia ai bambini. Bambino piange: alternanza casuale di urli e coccole.

Cose così.

Sarà il rientro alle 8 ore lavorative, ormai da mesi ma devo dire che ero più organizzata all’inizio, adesso sono semi travolta dal susseguirsi del tempo e dalle “cose da fare”: tenere in ordine, preparare cene, mettere a letto, raccontare storie … Cose da tutte le mamme che lavorano. Infatti domando: capita anche a voi questa sensazione?

Il tutto condito dalla frustrazione di non poter fare la cosa che più amo e che so che sarebbe necessaria per la salute di tutti, crescere i miei bambini, e dalla sensazione di smarrimento che mi lascia ogni fase che attraversano i piccolini che necessita di attenzione e di un ragionato atteggiamento mio nel tentativo di “fare la cosa giusta”.

Non eccedere nelle regole e nelle sgridate, tanto quanto dall’altra parte non essere troppo indulgente. Un continuo tira e molla e adeguarsi al loro cambiamento, calarmi nelle loro teste (diversissime) e agire non secondo mia indole, ma modificandomi a seconda di ciò di cui hanno bisogno.

La meraviglia di vederli crescere è sempre un po’ “sporcata” dal sapere che devo concentrare tutto nel fine settimana che, oltretutto, uno cerca sempre di impegnare con attività di vario tipo.

Quanto avrei voglia di annoiarmi un po’ ciondolando tra salotto e cameretta, fregandomene di mettere in ordine …

Mi sveglio al mattino con energia e voglia di fare, ma dopo poco mi rendo conto che nel volgere di un’ora dovremo uscire di casa e no, non posso partire oltre le 8 perchè poi il traffico sarà bestiale, ma allo stesso tempo no, non voglio correre o mettere premura ai bambini perchè è importante svegliarsi con gioia.

Fatica, fatica, fatica per venire incontro alle esigenze di entrambi i bambini, ma una volta imbroccato il sistema giusto tutto va più liscio. Salva quella mattina in cui, con 30 gradi fuori, proprio la t-shirt Tiziano non la vuole. Ha deciso che oggi servono golf, guanti, sciarpa e cappello! O quella in cui la maglietta di Spiderman è a lavare ed è impossibile uscire senza. Che fare? Ok, disegno di un ragno sulla mano, pantaloni blu, maglietta rossa e PFIU PFIU PFIU (lancio delle ragnatele) “sono paideman mammaaa”, ecco, tragedia sventata per “un attimo” (20 minuti)!

Ma è il nostro compito di mamme e lo si fa volentieri!

Non è questo che mi abbatte.

E’ il vedere mio figlio che sta attraversando una fase della vita in cui si sente grande, ma gli manca essere piccolo e nella sua testa tutto è confuso e posso provare a parlarci per ore, ma neanche lui sa cosa gli sta succedendo. Sa solo che vuole che “mamma stai qui per sempre nel mio letto?” … E’ il sapere che fino a un mese fa mangiare e stare seduti a tavola non era un problema, ma adesso è più importante giocare e il solo pensiero della cena mi mette “ansia” perchè so che dovrò cercare di invogliarlo con un po’ di polso, coccole, giochi, sguardo severo…tutto contemporaneamente!

Avere la personalità plurima di solito è considerata una malattia mentale, ma nel caso della maternità è una condizione normale! Ammetterete che è frustrante! Il tutto sempre di corsa, sempre in ritardo e cercando di non perdere il controllo (salvo 5 giorni al mese in cui tutto è concesso :P).

Tutto qua? Macchè, ovvio che avevo tre neuroni liberi, lì a bersi una bella birra fredda, potevo io lasciarli in pace? C’era tutto l’agio per una bella paranoia nostalgico melanconica!

E allora ecco … i figli crescono a una velocità stratosferica e prima che possa accorgermene andranno a scuola e non vorranno più accoccolarsi!! Questo complica notevolmente il tutto, perchè se Tiziano, che in questo momento ha una piccola regressione data dall’aver tolto il pannolino e dalla gelosia per Alice, mi chiede di dormire nel lettone … io cado come una pera, anzi a dire il vero sono io che glielo propongo direttamente! 🙂

Dai adesso urlate: MAMMONEEEEE. Andate a quel paese ok? I figli saranno frecce da scagliare alte e lontane, ma il tempo delle coccole dura così poco …

Credo, tutto sommato, che sia questa dicotomia materna tra il dovere di insegnare a staccarsi, a crescere, ad essere indipendenti e il sentimento istintivo di tenerli con noi, di cullarli, di baciarli 20 ore al giorno, che dopo un po’ manda ai pazzi!

Ecco ultimamente mi sento un po’ sopraffatta da questi sentimenti che non ho neanche il tempo di analizzare perchè la sera corro a casa e prima di togliermi le scarpe o fare pipì devo mettere su l’acqua altrimenti non si fa in tempo a cenare.

Si, certo, lo so! Sono ancora piccoli i miei bambini e tra qualche anno sarà tutto più semplice, ma nel frattempo … sono piccoli e vanno gestiti, e se attraversano momenti psicologicamente importanti, io DEVO e VOGLIO esserci nel modo più consapevole possibile, per cui il semplice istinto non basta, serve il confronto con il papà, con le altre mamme, con le maestre … forse basterebbe anche solo aver TEMPO da dedicare loro (ai bambini e ai pensieri).

“E’ importante la qualità del tempo, non la quantità!” Lo so, che non lo so? Ma avere anche la serenità di non vivere sull’orlo dei minuti contati senza dare l’apparenza che sia così è abbastanza snervante e di sicuro incide anche sulla famosa “qualità”.

Tutto questo per dire: posso andare in ferie? Tipo un mese?

Dai che siamo a giugno e manca poco!

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