#Sono mamma … e adesso che si fa?? 9. La paura

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Mercoledì 4 maggio 1. Sono incinta, e mo’ che faccio?

Mercoledì 11 maggio 2. Coccole, libri, il mio corpo che cambia

Mercoledì 18 maggio 3. Primi acquisti

Mercoledì 25 maggio 4. Ancora acquisti

Mercoledì 1 giugno 5.Vestitini &co

Mercoledì 8 giugno 6. Trio o non trio?

Mercoledì 15 giugno 7. Gli inutili accessori di cui non si può fare a meno

Mercoledì 22 giugno 8. Il nome

Oggi, mercoledì, il nono articolo, come nove sono i mesi della gravidanza. Finora ho dispensato consigli non richiesti sulle cose da comprare, sugli aspetti pratici, tralasciando, volutamente, un aspetto fondamentale: il lato emotivo.

9. La paura 

In natura questa emozione ci permette di proteggerci dai pericoli e ha, così, garantito, la sopravvivenza delle specie. Si associa sempre a paure di cose materiali, incidenti malattie pericoli vari, ma si tende a sminuire quelle di cose intangibili, a relegarle in fondo in fondo alla pancia, a far finta che non ci siano e che tutto poi andrà come deve andare.

Ecco quando si è incinte queste paure in fondo alla pancia vengono a galla, forse spinte verso l’alto dal bambino che aveva bisogno di spazio. Lasciatele uscire, parlatene con chi vi sta vicino, con il papà del bambino soprattutto, non abbiate timore di risultare patetiche o pazze o paranoiche. Sono normalissime angosce che poi, quando il bambino sarà in carne ed ossa, vi accompagneranno tutta la sua vita.

Ritagliatevi del tempo per parlare con il vostro compagno, per dirvi l’uno all’altra quanta emozione questa nuova vita ha portato nelle vostre vite, ma anche quanti dubbi, paure. Si diceva “mal comune mezzo gaudio”, tirare fuori ciò che abbiamo dentro, tenersi per mano con chi ci ama e magari scoprire che anche l’altro, nel profondo, è attraversato dagli stessi pensieri, fa bene, fa sembrare tutto meno spaventoso.

Durante la gravidanza il pensiero che più ricorre nelle madri riguarda l’inadeguatezza.

Sarò in grado di proteggerlo dentro di me?

Saprò dargli quello di cui ha bisogno togliendolo a me?

Riuscirò a rinunciare alle mie abitudini, ai mie bisogni per lui?

Come potrò resistere al dolore del parto?

E dopo sarò una brava madre? Come potrò capire di cosa ha bisogno?

Ecco, sappiate che la risposta a tutte le domande è: certo che ci riuscirete. La natura è tostissima, ha pensato proprio a tutto e solo una donna poteva vedersi sconvolto corpo e testa, avere reazioni che la rendono irriconoscibile a se stessa, portare una vita (una vita capito??? cioè un altro essere umano che da piccolo piccolo diventa un affare di 50 cm e 3kg di peso!) dentro, abituarsi a vivere in simbiosi con un altro essere per poi volerlo tirare fuori a prezzo di atroci dolori, per poi avere il coraggio di dimenticarli e in alcuni casi ripeterli!

Essere una madre è la cosa più semplice da un punto di vista puramente naturale, ma anche la più difficile in assoluto. E’ come un’apnea continua, in cui ogni tanto si viene a galla per respirare, ma sempre con il pensiero che poi si tornerà sott’acqua. Mare in cui si sta in pace, in estasi.

Molti dicono: “da quando è madre è proprio cambiata!”. Mi viene voglia di dare un pugno alla gente ogni volta che sento questa frase! Una donna stava lì, bella tranquilla, tra il suo shopping e un mojito, con le sue paranoie di routine, le sue piccole manie, i suoi lati oscuri e quelli chiari. Poi un giorno un bastoncino le comunica che dentro di lei c’è un pallino di un paio di millimetri che già la ama e che da quel momento tutte le scelte che farà lo condizioneranno.

No, ma vivi serena eh!

Ecco come mai persone mediamente ansiose diventano improvvisamente maniacali;  altre che avevano detto “ah quando sarò incinta io continuerò la mia vita come prima” improvvisamente decidono che spararsi 15 km di corsa non è più il caso; altre ancora (eccomiiii!!!) per dimostrare che non sono le tanto criticate mamme cuoricini decidono che ignoreranno il cosino fin quando non sarà inevitabile notarne la presenza (cioè dopo due mesi).

Che siate innamorate della gravidanza o che la viviate come un momento semi invalidante ma che vi porterà ad avere quello che volete, ricordatevi che alla fine dei 9 mesi vi troverete fra le braccia un neonato urlante, cacante e sfibrante che vi chiamerà “maaaammmaaaa” circa 79.000 volte al minuto, ma anche che vi farà tremare e piangere di felicità tutte e 79.000 le volte che pronuncerà la parola “mamma”, che vi farà sperimentare cosa voglia dire vedere il proprio cuore fuori dal petto che batte per fatti suoi, e che, si, vi farà sorridere come ebeti davanti a un qualsiasi gesto quotidiano.

L’altra cosa che spaventa a morte e che ci fa passare tutti i mesi della gravidanza cercando, inutilmente, testimonianze felici è: il parto fa DAVVERO così male? C’è qualcuno che in fin dei conti non ha sofferto più di tanto?

Sapete che il Canino è sincero. Troverete, tante, mamme che vi diranno che è stato il momento più bello della loro vita, che è stata un’esperienza meravigliosa, che i delfini saltavano alle loro spalle mentre le fatine arcobaleno tiravano fuori il loro pargoletto cantando le canzoni di Celine Dion.

Poi ne troverete altre che diranno un ancor più spaventoso “tranquilla poi dimentichi tutto” e “tutte ce la fanno, ce la farai anche tu!”

Ragazze. Fa male. Fa un fottuto male. Un male da non potersi paragonare a niente. Se però, arrivate a quel giorno con il pensiero di non poter sopportare il dolore, le doglie  vi sembrerà che durino una vita, perchè al minimo dolore penserete “ok più di così non posso sopportare”. Fidatevi, non è così. Sopporterete di peggio e non avrete neanche altra scelta, quindi cercate di accogliere ogni contrazione respirando con calma, per quanto possibile, non vi agitate, prendete i tempi e non vi irrigidite. Per me è stato molto importante pensare “è tutto qui quello che sai fare????”.

Come mi hanno detto al corso pre-parto per le ostetriche le doglie sono quelle regolari a intervalli almeno di 5 minuti, questa cosa mi ha aiutato molto perchè pensavo “non sono doglie, non sono doglie” e sono andata avanti quasi senza accorgermene. Se vi fate prendere dal panico sentirete molto più male del necessario.

Certo poi ogni parto è a sè ogni persona è diversa. Questi sono solo consigli. E un altro consiglio è: non pensate che guardare video di donne che partoriscono o leggere racconti di chi ci è passato non vi aiuterà. Voi avrete la vostra esperienza che sarà unica e irripetibile.

In ogni caso parlatene se avete paura, sfogatevi, esorcizzate non nascondete! Certo che poi in qualche modo farete, ma ricordatevi sempre che non siete sole, che il vostro compagno non può (perchèèèè???) partorire lui ma è giusto che viva il più possibile le vostre emozioni.

Anche per oggi è tutto, se avete bisogno di sfogarvi o di chiedermi qualcosa il Canino è qui, potete lasciare un commento qui sotto o scrivermi alla posta del Canino

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