Tre metri sopra il cielo

Lo dico a chi avesse visto una pazza di domenica mattina alle 7.30 correre al parco con un sorriso da orecchio a orecchio nonostante fosse sudata come un cavallo all’ippodromo: ero io. 20160710_081327

Ieri mattina mi sono svegliata come sempre prestissimo e mentre ero sdraiata sul pavimento del salotto a leggere svogliatamente un libro mi sono detta: “Flò, ma visto che tutti dormono e lo faranno ancora per un paio d’ore … perchè non te ne vai a correre?”.

Massì, dai facciamolo!

Con passo felpato apro le due porte che mi separano dal mio armadio, passando due volte davanti alla cameretta dei bambini. Ok i vestiti da corsa li ho recuperati! Ora mancano le scarpe. Riapro la porta  del corridoio e poi dello stanzino col  terrore di sentire “mmmmm maaaaammiiinaaa”. Orecchio teso. Nulla. Silenzio.

Non ci credo. Sono a 30 secondi dall’uscita di casa! Lo sto facendo davvero! Dopo 4 anni io, Flavia Eleonora Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, Sorella Polsino temporaneamente orbata della mia gemella (la perdono, dai, in fin dei conti la causa è buona), andrò a correre al parco!!!

In strada metto le cuffiette, avvio l’app S Health e per cominciare scelgo jogging intermedio 40 minuti. Ma c’è qualcosa che non va, ho ancora la ruga corrucciata in messo alla fronte. Non mi rendo conto che sono a un passo (letteralmente) dal provare una vecchia, rassicurante, esaltante sensazione.

Scelgo la musica, schiaccio AVVIO e parto!

Il tempo di arrivare in fondo alla via (20 metri) e sto ridendo, volando!

C’è chi nasce per stare sul divano e chi nasce con le scarpe da corsa. Ok non sono un’atleta, non ho mai fatto una maratona nè gare particolari, ma lo sport è la mia essenza. Mi sento felice, mi piace cercare di superare il mio (piccolo) limite e poi è una cosa che faccio da quando ho memoria, fa parte di me.

Si, dai, ditemi “io andavo a correre anche quando i miei figli avevano due mesi”, certo che si può fare, io, però, non l’ho fatto. Forse aspettavo di vedere che avrei potuto riprendere con regolarità e non quando le congiunzioni astrali lo permettevano, forse vedere che ora i bambini sono entrambi più gestibili mi fa uscire serena che al mio ritorno non ci saranno le ceneri della Terza Guerra Mondiale, forse sono tranquilla che se anche si sveglieranno e troveranno solo papà non sarà più un dramma. Insomma ora posso uscire e per 45 minuti pensare solo alle mie scarpette sull’asfalto, il sudore che mi cola, la musica che ho nelle orecchie.

Arrivo al parco che sono inebriata. L’app mi dice ogni 20 secondi “rallenta!” ma non l’ascolto, brutta guastafeste, non rallento anche se per bruciare grassi sto andando troppo veloce, anche se per l’allenamento cardio dovrei tenere un ritmo basso, anche se qualsiasi sia la cosa giusta da fare non la sto facendo: non lo vedi che sto volando?

E poi il mio passo è quello, adeguati tu se sei tanto perfetta, tiè!

Come mi sento? Postura perfetta, falcata decisa, velocità da attaccante in Nazionale.

Mi superano 4 vecchietti in assetto da gara, ma con la pelle così avvizzita e le spalle curve tipiche degli ultra novantenni e mi seminano dopo circa 10 secondi.

Stanno cercando di minare il mio umore per caso? Non ci riusciranno. Ho detto che ho la falcata decisa e HO la falcata decisa, va bene?

20 minuti che corro. Il sole inizia a scaldare anche se sono solo le 8 del mattino. Oddio fa un caldo fotonico, in effetti. Mi fermo alla fontana e faccio una mezza doccia. Scuoto i capelli bagnati come Kim Basinger anche se ho una zazzera corta, non importa IO. SONO. FIGA.

Questa rinfrescata ha aiutato parecchio e posso ripartire per fare la seconda metà di percorso.

Quando arrivo sotto casa, ancora col sorriso sulla faccia, ancora piena di energie, come se avessi appena salvato il mondo sento venire da dentro le finestre del mio appartamento (sto al primo piano) una lagna che conosco molto bene. Alice.

Alzo il volume della musica. Non è ancora il momento di rientrare. Per altri 2 minuti di stratching ci sono solo io. Io e Ed Sheeran che canta per me.

…….

P.S. E stamattina? Beh stamattina, ho dolori atroci in tutto il corpo, ovviamente. Mi fa male persino l’ombelico e il dorso del piede. Dicono “vuol dire che hai lavorato bene ieri”. No, vuol dire che sono di nuovo in pista, che oltre a fare un sacco di cose che mi piace fare (La Nemina docet), ne ho fatta una tutta per me, una che mi fa sentire viva. Come quando ti si addormenta un braccio e poi senti le formiche perchè il sangue è tornato a circolare.

Dedicato alla mia Sist Polsino

Questo post partecipa alla rassegna di Micaela #tanaliberatutte dedicato a quello che le mamme fanno per star loro bene!

 

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