#Rubrica … con le ali. – La lettera scarlatta

No, tranquille, non è passato un mese, sono io che sono sballata col ciclo.

In ogni caso, eccomi qua, di nuovo “indisposta”.

“Indisposta”, ma che razza di parola sarebbe? Perchè, piuttosto non diciamo “maldisposta” che renderebbe più l’idea di come stiamo in questi giorni!

Certo che di eufemismi per dire che una donna ha le mestruazioni, nei secoli ne hanno inventati di ogni tipo. Vediamo un po’

Marchese 

Menarca

Le sue cose

Mar Rosso

Ciclo

Indisposizione (appunto)

ultimamente ho letto

Le zie

La cugina di Mestre

Trublò (stupendo, da True Blood!)

Anna dai capelli rossi

Alle medie con la mia amica Serena dicevamo

Ti è morto il gatto

Insomma mille e uno modi per dire “GIRA AL LARGO”, ma sempre in uno strano modo come di scuse. Scusa un cazzo! Mica ho chiesto io di perdere sangue, puzzare come una carcassa ed essere pure infastidita dall’aria che respiro!

Da qui, mi è venuta l’idea della lettera scarlatta. Vi ricordate il libro di Hawthorne? No? Il film con Demi Moore? Ah, quello si. Vabbeh insomma la tipa, adultera, che poi … adultera … il marito va via per anni e Hester, giustamente, si trova un altro. Ma insomma questa è un’altra storia. Comunque, considerata adultera, viene punita con una “A” rossa cucita sul vestito, in modo che tutto il mondo sappia che è ‘na zocc’la.

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Ecco. Non possiamo, per favore, anche noi metterci un cartello con una “M” rossa che indichi a tutto il mondo che siamo ‘ncazz’te? Perchè c’è solo una cosa che la donna dissanguata chiede: la solitudine. Anzi due cose. La solitudine e un divano.

Invece dobbiamo fingere di essere normali, che tutto sia come il giorno prima, fingere che sia tutto normale, perchè “anche se ho il Mar Rosso sono una DDDDonna che fa tutto: vado in piscina, faccio palestra, vado al mercato, sto 8 ore in ufficio con gente che vorrei strozzare ma non lo faccio. Visto? Sono perfettamente uguale a ieri!”.

Peccato che non sia vero. Peccato che ogni donna sul Pianeta desideri, invece, rannicchiarsi sul divano senza rompicoglioni nei paraggi, magari davanti alla 85 esima replica di Friends, magari (forse, solo forse) ingurgitando patatine o pizza o dolci (perchè come dice mia suocera “quando hai le tue cose, bella, non si può ingrassare” e io mi FIDO della saggezza popolare).

Per non parlare della vecchia, ma ancora in voga, usanza di regalare rose e fare una mezza festa quando una si vede l’infanzia sfumata adducendo un poco convinto “non sei più una signorina!”. Io ci stavo da Dio da “signorina”. Secondo me è una specie di vendetta sadica delle mamme come a dire “Muhahahh ora saprai anche TU perchè alle volte mammina dà di matto”. Ok, vi capisco, ma non vedo perchè coinvolgere tutto il parentado (soprattutto maschile)!

Per fortuna questa parte, all’epoca, a me fu risparmiata, ma è passata alla storia questa scena: maggio. Una Flavia 13enne incacchiata nera per avere i suoi pantaloni bianchi preferiti rovinati e perchè aveva il sentore che da lì in poi sarebbero cominciate le fregature. Mia sorella (di 10 anni) chiede a mia mamma: “cos’ha Flavia?” “niente, amore. Sta cercando un modo per diventare un uomo”.

Lo dico per quante di voi stiano in pensiero: non ci sono riuscita. Ovviamente.

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