Il privilegio di essere madri

Quello di essere madre ritengo sia un privilegio, non una menomazione come stanno cercando di inculcarci in questi ultimi anni.

“Mamme ricordatevi che siete DONNE prima di tutto!”

“Mamme, tornate al lavoro subito sennò penseranno che siete delle fannullone!”

“Mamme dedicatevi a voi stesse per dare un esempio di indipendenza ai vostri figli!”

“Non avete visto il culo di Belen dopo la gravidanza? Le vostre braccia flaccide ci fanno schifo, non adagiatevi, FORZA! Sudate in palestra, dovete essere tutte sode!”

Sottotitolo scritto in piccolissimo:

“Comprate i nostri cosmetici, venite nella nostra SPA”

“Lavorate lavorate lavorate senza chiedere permessi per ignobili feste della scuola e se lo fate VERGOGNA A VOI”

“Su Disney Channel ci sono bellissimi cartoni corredati da pubblicità sfiziose”

“Abbonatevi alla nostra palestra”

Ora, intendiamoci, è vero che una donna non dovrebbe andare in giro coi baffetti alla Charlot o l’ascella fetusa perchè non ha tempo di curarsi, ma il punto è che ci si sta un po’ dimenticando di quale meravigliosa opportunità abbiamo noi donne e al tempo stesso di quale responsabilità siamo investite!

Posto che nessuno ci ha obbligato a fare dei figli, e se una non se la sente di diventare madre tanto di cappello se non lo fa, dal momento in cui quel fagottino ci viene messo in braccio abbiamo la possibilità di essere amate come mai nessun adulto potrà mai fare, perciò non capisco tutto questo volerlo sminuire o addirittura far sentire patetica o succube chi ci si abbandona senza falsità.

Di recente ho letto un post che mi rappresenta molto (La nemina – Faccio piccole cose): canta a squarciagola anche se è stonata, ma le piace farlo per e con i suoi bambini; ritaglia incolla e colora di tutto e di più per divertimento non per dovere. Il tutto avendo messo da parte (temporaneamente) delle attività che “prima” erano la sua gratificazione.

Quando nasce un bambino si forma con la mamma un legame molto forte che nessuno, neanche il papà, può sostituire e siccome questa simbiosi dura davvero pochi, pochissimi anni (direi una decina, forse poco più) non vedo la ragione di tanto scandalo nel volersi dedicare ai propri figli testa e corpo.

Senza contare che il maggior impegno nello star loro vicini deciderà che adulti saranno. Gli insegnerà a capire di chi potersi fidare, ad avere fiducia in loro stessi, a rispettare le donne e le madri solo in quanto tali perchè fanno una scelta molto importante: congelano le loro vite per quella di qualcun altro.

Fare la mamma è molto difficile, si deve sempre decidere per un’altra persona, si deve andare contro le proprie manie o fissazioni per il bene dei figli, bisogna, ad un certo punto, frenare gli slanci d’amore perchè “mamma hai rotto, ci sono i miei amici non puoi sempre abbracciarmi!!! DAIIII”.

Le mamme in natura buttano i pulcini dal nido quando secondo loro sono pronti per volare, ma mica lo fanno a cuor leggero!

Me la vedo mamma tortora che dà una spinta al suo piccolino più insicuro incrociando tutte le penne (anche quelle sotto le ali) perchè non si schianti al suolo, oppure le va di traverso un verme al vedere quell’altro suo passerotto più intrepido che si è spinto fino al bordo del nido perchè è convinto di saper volare.

Fino a quando non sono pronti, però, stanno sotto le sue ali di mamma, e nessuno nel bosco di sognerebbe di dire che è “asfissiante”, sanno tutti che sta solo facendo il suo dovere!

Ci sono momenti nella vita in cui si ha bisogno come dell’aria di stare abbracciati alla mamma, di far finta di non sapersi soffiare il naso per avere due coccole, di farsi tagliare la carne nel piatto per sentire che no, non siamo così grandi da essere allontanati dalla mamma!

Il nostro dovere è dosare la nostra intromissione, totalmente sbilanciato dal lato “mammina pensa a tutto”  finchè sono piccolini (e con piccoli non intendo 8 anni) per andare gradualmente verso il lato “ora sei grande pensaci da solo”, passando da un mediano “ti ho insegnato a fare questa cosa, ti faccio credere di lasciartela fare in autonomia ma ti sto guardando, pronta ad aiutarti”.

Non pensate che non stia col fiato sospeso quando Tiziano salta gli ultimi tre scalini a piè pari, o quando Alice sale e scende come un capriolo dal letto a castello, ma senza qualche caduta come farebbero a sapere qual è il loro limite? Di certo non posso stabilirlo io, ognuno ha il suo.

A quelli che dicono che dobbiamo dare un esempio di indipendenza ai nostri figli, rispondo che proprio perchè imparano tutto da noi dobbiamo dargli un esempio di genitori presenti e che per noi vengono sempre prima loro, perchè se così non fosse (e così purtroppo non è per alcune mamme) la sola cosa che percepiscono del mondo è che nessuno è disposto a rinunciare alle proprie faccende per loro “manco la mamma”.

Con questo non voglio dire che non andremo più dal parrucchiere o che non usciremo una sera o che non faremo un accidente di niente per amor dei figli. Anche a me piace andare a correre e sono riuscita a ritagliarmi degli spazi dopo anni, ma ci sono tempi e modi adeguati, ad esempio vado a correre presto la mattina e solo se il papà è in casa.

Ovvio che se una sera li lasciate dai nonni per andare a cena col papino non moriranno certo, anzi per loro sarà un bel diversivo. Diverso è se lo fate 4 giorni a settimana “così noi ceniamo in pace, perchè DI CERTO non rinuncio alla coppia”.

Eh no, gioia, adesso la coppia è fatta di 3 o 4 o 5 e si chiama Famiglia.

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