Mezza gita a Macugnaga

Perchè “mezza” gita? Beh, perchè siamo stati fermati dalla pioggia e non abbiamo potuto vedere tutto quello che avevamo in programma. Ma andiamo con ordine.

Tempo fa la mia amica Flavia mi ha suggerito questa gita trovata in rete e il primo pensiero è stato ovviamente, che dovevamo andare il prima possibile!

Domenica mattina, a onor del vero, ci siamo svegliati troppo tardi per poter fare una cosa ben organizzata, ma il caldo, la noia e soprattutto il non avere la più pallida idea di cosa fare tutto il giorno, ci ha fatto decidere per Macugnaga.

Da Milano sono un paio d’ore di macchina (è sopra al Lago Maggiore) e la visita alla Miniera d’oro, che era la cosa che ci aveva incuriosito di più, è aperta dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.30, quindi abbiamo cambiato programma 4 o 5 volte lungo la strada a seconda del traffico che abbiamo trovato (non è vero, abbiamo sbagliato strada diverse volte perchè stavamo chiacchierando e abbiamo ignorato il navigatore, ma non sarebbe professionale ammetterlo, quindi no lo dirò mmmmmaiiii).

Secondo il resoconto di Stefania, tre erano le cose da vedere: Lago delle Fate, Miniera d’oro e Casa Walser, gli ultimi due con orari di ingresso, quindi per essere flessibili non ci restava che partire …. dal pranzo! E vai sul sicuro!

Sulla strada, arrivati vicino alla Miniera, non ci sono che due o tre ristoranti, quindi abbiamo scelto la trattoria col giardino più grande. Bel criterio culinario, direte. In montagna si mangia sempre bene, sù! e i bambini hanno potuto giocare con una gatta incinta che continuava a scappare (povera pure lei ha dovuto subire lo strazio del “toccalapancia”) e Tizi allo scalatore coi suoi guanti di lana che mi veniva l’orticaria solo a guardarlo.

Purtroppo, come dicevo all’inizio, ha piovuto per un’ora e mezza, per cui abbiamo iniziato il sentiero verso il lago delle fate, ma non era davvero possibile proseguire, così abbiamo dirottato sulla miniera. Avevo promesso a Tizi storie di gnomi e fate e gli avrei fatto vedere gnomi e fate!

Rimontiamo in macchina e arriviamo nel parcheggio proprio davanti all’ingresso, chiedo a che ora parte la prossima visita: “stanno partendo ora, se vi sbrigate potete unirvi! Dentro fa freddo, ma lì appese ci sono delle giacche potete prenderle!” Peeeeerfetto!! Oltretutto il percorso è comodo anche per i passeggini, quindi non c’è bisogno di svegliare Alice per rimetterla nello zaino.

La guida che ci è capitata non è delle più coinvolgenti e a parte una menzione rapida e anche non troppo convinta, gli gnomi sono stati del tutto ignorati. Menomale che ci ho pensato io a raccontare qualcosa, sennò la delusione sarebbe stata cocente!

Quello che, però, è stato davvero interessante, è stato oltre naturalmente al percorrere il chilometro e mezzo di miniera, vedere un video dimostrativo di come venisse estratto l’oro.

Vi faccio un riassunto brevissimo, così vi passerà la voglia di comprare anche solo un orecchino di questo metallo!

  1. La miniera è stata aperta nel 1710 e ha lavorato fino al 1945. L’unico motivo per cui non viene più sfruttata è che è troppo costoso estrarre l’oro, per il guadagno che se ne ricava, perchè il filone d’oro è ancora presente!
  2. Avete una pallida idea di come da una montagna si ricavasse una miniera nel 1700? Cioè, non il tunnel del Gottardo … un cunicolo alto 140 cm (poi è stato alzato) … Con mazza e chiodo. 20 centimetri al giorno. VENTI CENTIMETRI!! IN TUTTO IL GIORNO!!!! calcolate che negli anni è diventata di 12 chilometri … fate voi lo sbattimento …
  3. L’oro non era in blocchi da tre chili incastonato nella montagna. E’ una VENATURA dentro ad altre rocce. E allora come possiamo farlo diventare una collana da 3000 euro? Semplicissimo! Si prende la roccia in questione. Si frantuma con una mazza. Si mette la polvere in una specie di setaccio in cui arriva l’acqua. Diventa un pastone. Al pastone si aggiunge mercurio (prodotto sanissimo da maneggiare a mani nude, lo sanno tutti!) che ha una particolarità: si attacca alle molecole d’oro. WOW FIGATA! tutto fatto! Eh ciao, ti piacerebbe! A quel punto, si faceva scolare acqua, pastone e mercurio in modo che resta solo i mercurio “dorato”. Da una roccia abbiamo un sassolino, per darvi un’idea. Ok, poi si prendeva una pelle di daino e si strizzava piano piano in modo da far uscire solo le particelle di mercurio, che si separavano dall’oro. Aperta la pelle di daino si trovava una pietruzza minuscola. Oro? macchè! Mettevano la pietruzza in un crogiuolo (un cilindro in pietra) che veniva scaldato sul fuoco fino a mille gradi, temperatura per cui il mercurio evapora (respirato serenamente dal minatore/forgiatore) e restava … tadaaaaaa un pezzettino d’oro grande come granello di polvere! YUPPI!!!!
  4. Un giorno qualcuno inventò l’antenato del martello pneumatico: un coso che faceva un rumore infernale, sollevava una montagna di polvere, ma almeno andava un po’ più veloce della mazza. Si, beh, aveva come effetto collaterale che il minatore si respirava tutta quella polvere e in breve moriva, ma voglio, dire, tutto quell’oro!!!
  5. Piccola amena nota: la valle era chiamata “delle vedove”, per via delle migliaia di minatori che vi morivano. Si iniziava a lavorare fra i 12 e i 14 anni e la maggior parte non vedeva i 30. TRENTA!!! Però, dai, tutto quell’oro!!!

A fronte di tutte queste cose interessantissime, orribili se ci si pensa, ma che comunque sono state la nostra storia, c’è di buono che … gli gnomi usano l’oro per curare le fatine che hanno le ali bagnate e non riescono a volare e soprattutto gli gnomi hanno piccozze magiche che già ricavano l’oro! O almeno credo …

Finita la visita si torna all’uscita e … c’è il sole! Evviva! Dunque possiamo riprovare il sentiero verso il lago delle fate, ma non prima di aver fatto merenda con una fetta di torta (del resto la montagna è anche questo, no? mangiare, mangiare, mangiare!). La merenda ci fu fatale, perchè usciamo e di nuovo piove.

Uffa

Non ci resta che ripartire alla volta di casa … senza neanche aver visto la casa Walser … Siamo partiti da poco, ma già ci mancano i sentieri. Di sicuro siamo soddisfatti di aver visto che i piccoli si sono sentiti subito a loro agio e sentire Tizi che mi dice “mamma la montagna è strepitosa, mi piace un sacco!!” è una grande soddisfazione, soprattutto perchè ha camminato senza sosta per quasi due ore e anche sotto la pioggia con il suo ombrellino a coccinella.

Ecco, se siete arrivati a leggere la nostra avventura, spero di avervi fatto ridere, ma non vi ho dato nessuna info pratica. Allora ecco il premio!

Di seguito uno specchietto con tutto quello che dovete sapere!

Mappa tanto per capire dove siamo 

mappa macugnaga_Pagina_1

Mappa con le distanze (a piedi) tra Miniera e Museo Casa Walser

mappa macugnaga_Pagina_2_Pagina_2

 

MINIERA DELLA GUIA

Indirizzo Loc. Fornarelli 1 28876 Macugnaga (Vb)

Orari consultate il sito, comunque in estate 10-12 14-17.30

Costo Intero 6€, (sotto i 6 anni) gratis

Note All’interno ci sono 9° e umidità al 98%. Se non avete giacche, le prestano gratuitamente loro. Sono taglie grandi e hanno qualcosa anche per i bambini.

Interamente accessibile alle carrozzine.

La visita dura un’ora e mezza circa.

C’è un ampio parcheggio proprio all’ingresso.

CASA WALSER

Indirizzo Fraz. Borca, 263  28876 Macugnaga (vb)

Orari consultate il sito, comunque in linea di massima 15.30-17.30 tranne i fine settimana d’estate in cui è aperto anche al mattino 10-12

Contatti +39 3479842329

Costo Intero 2.50€, ridotto (under 6 e over 75) 2€

Note  La visita al Museo è possibile in ogni altro giorno dell’anno , previo appuntamento

(l’unica cortesia che vi chiediamo è di attendere pochi minuti l’arrivo del custode)
Per una visita telefonate al +39 3479842329 il percorso dura circa un’ora.

LAGO DELLE FATE

Sentieri: dalla Miniera della Guia ce ne sono due, entrambi di una mezz’ora di cammino

1.  (a destra guardando la miniera) sale ed è poco consigliato per i bambini perchè ci sono gradoni e comunque è un po’ faticoso.

2. (a sinistra guardando la miniera) è abbastanza pianeggiante, ma secondo me con i passeggini non è molto consigliato.

Altrimenti si può prendere la macchina, e superata la Miniera, dopo circa 200 metri sulla sinistra c’è un enorme parcheggio (seguite le indicazioni per il Ristoro Alpino delle Fate) da cui parte un sentiero molto pianeggiante, largo e carrozzinabile (ovviamente è sterrato) sempre da 30 minuti circa di cammino. Ci sono cartelli GIALLI con le indicazioni della direzione all’interno del parcheggio.

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