#Sono mamma … e adesso che si fa?? 13. Oh, ma il papà?

In attesa dell’intervista della prossima settimana a mamma Anna, una donna veramente unica e una mamma da prendere ad esempio, oggi vorrei scrivere 5 righe a quei poveracci che dal momento del concepimento e fino alla fine dei loro giorni, saranno se non dimenticati, sbattuti in seconda o terza fila. Relegati al ruolo di “appendici”, “umili servitori”, “quei cretini che proprio non ci arrivano”. Ma certo, sto parlando dei papini!!!

Eh cari uomini … partiamo da prima.

Da tanto tempo fa.

Siete, ovviamente, nati da una donna. Da una donna, che essendo la vostra mamma, aveva occhi solo per voi. Una donna che anche se gridava a gran voce: “io sarò diversa, non crescerò figli maschi bamboccioni. Il mio si arrangerà fin da subito!”, non si rendeva conto che il legame Mamma-Figlio Maschio è sempre diverso da quello con la femmina. La mamma del maschio vigila sempre su di lui e lo “protegge” sempre, anche a 50 anni. (non che non amiamo la femmina OVVIO! solo che alla femmina riserviamo un diverso rapporto d’amore, più complice).

Quindi siete cresciuti con una donna che vi guardava con amore infinito (non a caso mentre voi a 3 anni avevate il complesso di Edipo innamorandovi di lei, lei a sua volta aveva il complesso di Giocasta, mamma di Edipo, e si innamorava di voi), e che era tutta per voi, infatti se non riuscivate (o non avevate voglia) a tagliarvi la carne da soli a 13 anni “che ci vuoi fare PATATO” lo faceva lei (di nascosto dagli adulti si intende).

Bamboccioni
Credits: teladoiofirenze

Da lei siete passati alla vostra compagna, non senza riluttanza inconscia a lasciare il caldo e comodissimo nido materno, in cui cercavate le stesse attenzioni.

Che immancabilmente ve le riservava, perchè anche se siete grossi, pelosi e abbastanza indipendenti da sapervi cucinare un uovo e stirare le camicie, inconsciamente lei, femmina, è portata a prendersi cura di un essere umano preparandosi alla maternità.

Ed ecco che la vostra Lei vi sveglia perchè sa che fate fatica a trovare la forza di scendere dal letto, o vi fa trovare la tavola imbandita perchè adora il vostro sguardo di gratitudine, o ancora vi lava la schiena pelosa quando siete in doccia perchè non ci arrivate bene. Oooooh che CARINA, che CUCCIOLOSA, QUANTO vi ama!

Un giorno, però, decidete, ignari, che è il momento di avere un figlio (nella vostra mente sarà sempre e senza ombra di dubbio, un maschio), qualcuno con cui condividere le passioni, da portare nel seggiolino della bici, qualcuno a cui tramandare la vostra saggezza.

papà complicità
Credits: Italiapress

Ho una notizia, tanto per cominciare: “quei” momenti, arriveranno dopo almeno tre ANNI, anni capito? 1095 GIORNI, 26280 ORE. Tutto quello che c’è prima a voi non interesserà, ma ci sarà oooooh se ci sarà, e siete pregati di fare uno sforzo per dare una mano!

Allora ecco che quel bastoncino pisciottoso vi dice che quel momento è arrivato. Felicità!!

Eh no! Qui parte il primo errore. L’unica cosa che è cominciata è che la vostra Lei non vi appartiene più come prima. Gradualmente state per scomparire, come Michael J. Fox nella foto di Ritorno al Futuro, per poi ricomparire dopo moooooolto tempo, ma sempre leggermente sfocati, mai come prima! Tipo una presenza nella stanza.

m.j.fox
Credits: sentieriselvaggi

Vi dico quello che succederà.

E non pensate “massì a noi non succederà!”, ricordate il mio seggiolino sul fiume …

Innanzi tutto il parto.

Se noi ci siamo potute sobbarcare 9 mesi di sovrappeso per poi far passare un tacchino da un buco grande come una noce, voi potete almeno GUARDARE. E basta scene di svenimenti che anche noi se potessimo farne a meno … al parto del primo figlio, per dire eh, mi sono alzata e ho detto: “no, vabbeh io me ne vado.” e l’ostetrica mi ha risposto “e dove esattamente? vieni vah che non hai grandi alternative”. Sempre per dire, eh.

Ma poi volete mettere la soddisfazione di fare questa cosa insieme? Ironia a parte, per me è stato impagabile avere mio marito vicino e dico sempre che lui ha partorito e sofferto quanto me. Lui psicologicamente, io fisicamente, ma sono difficili entrambe le cose. Sudati e in lacrime entrambi. Non mi ha lasciato la mano neanche per un secondo e vederlo accanto a me per tutto il tempo mi ha dato la forza per farcela!

La vostra compagna ha un compito ENORME e anche se voi le gravitate attorno cercando di guardare o prendere la meraviglia che avete in braccio e anche se gli cambiate i pannolini e anche se l’aiutate (cosa rara) a fare cose in casa, VOI NON VEDRETE MAI LE COSE CHE VEDE LEI. Solo la mamma SA se quel puntino c’era anche un’ora fa. Solo la mamma SA se il versetto che sta facendo prelude a un pianto e anche il motivo del pianto. E tante altre cose che fanno continuare la specie.

Ma non dovete farvene un cruccio, solo accettarlo e continuare ad aiutare più che potete con le cose pratiche. Vi eviterete molte discussioni con la vostra compagna se lo prenderete come un dato di fatto. Ma del resto sono solo 20 anni che gli uomini si sono resi conto che è doveroso partecipare alla vita di famiglia, non pretendo che vi sia cambiato il DNA.

Pulizie-uomini-padri
Credits: bambini.guidone

Quello che potete e dovete fare è mettere da parte più possibile voi stessi, sapere che per un po’ di tempo il vostro rapporto è leggermente congelato, ma che per sempre sarà modificato e non tornerà più come prima, perchè anche con i figli grandi e via di casa una mamma resta una mamma, una parte di lei penserà sempre a cosa fanno i suoi “bambini” di 50 anni e verranno sempre prima le LORO esigenze e POI le vostre.

Nei primi mesi è molto importante che mamma e figlio creino un legame in carne ed ossa, visto che lo hanno avuto per 9 mesi ma in modo diciamo “virtuale”, non essendosi ancora annusati, guardati, toccati. Agevolatele in tutti i modi che potete. Tenete lontani gli scocciatori, capitele negli sbalzi d’umore, ce ne saranno eccome!, assecondatele nelle fissazioni (se loro vedono un problema non fatele sentire cretine perchè non lo vedete anche voi. Aiutatele magari a vedere la cosa da un’altra prospettiva, ma poi andate insieme dal pediatra), fate le faccende in casa, tenete in ordine. Voi dovete essere le loro rocce!

Una mamma si sente addosso il peso del mondo, la responsabilità suprema di come crescerà il bambino. Non dimenticatelo mai, anche quando e se pensate che stia esagerando. Sempre vecchie storie di DNA …

Come ha detto una persona molto saggia, se questo è il compito della mamma, quello dei papà è di aiutare le mamme a staccarsi al momento giusto, far sì che non diventi un rapporto morboso. Dici poco??? Avete un Super Compito!

Anche perchè NOI NON VOGLIAMO STACCARCI e quindi certo per voi … non si prospettano momenti semplici!

Buon lavoro papini!!!

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