Agosto sonnacchioso

Come tutti sanno, non sono propriamente un’amante del mare … ma in fin dei conti ha il suo bello … la mattina presto, quando ancora tutti dormono e io posso concedermi una corsa sul lungomare!

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Vi ricordate quando ad agosto tutti, ma proprio tutti, andavano in ferie per tre settimane? Le strade si svuotavano, i negozi erano “chiusi per ferie fino al 31/08”, in giro solo un silenzio surreale.
Allora si caricava la macchina e si partiva, rigorosamente di notte perchè non c’era l’aria condizionata, e chi in casa, chi in tenda, chi in roulotte (io! io! io!), si andava tutti al mare.

Ci sono cose che mi ricorderò per sempre.

Noi andavamo (da che ho memoria) a Peschici, sul Gargano, i primi anni con la roulotte aggrappata al retro della macchina con quel gancio minuscolo che mi sono sempre chiesta come facesse a non staccarsi, poi lasciata direttamente al campeggio.
Mia sorella ed io sul sedile posteriore della macchina di papà, rigorosamente senza cinture, sdraiate l’una coi piedi dell’altra in faccia.

oleandriDa Firenze si andava giù fino a Roma e poi via verso Pescara, per lo più dormivamo, viaggiando di notte appunto, ma quando si arrivava al mattino in vista del mare e aprendo un occhio vedevo gli oleandri rosa lungo l’autostrada, sapevo che mancava poco!
Presto, infatti, si vedeva la striscia celeste del mare che divideva l’orizzonte con l’azzurro del cielo: eravamo ufficialmente in vacanza, potevo svegliarmi e chiedere “quanto manca?” senza suscitare l’ira dei genitori stanchi dal viaggio, che anzi mi regalavano un mezzo sorriso e un “poco, manca poco!”, anche loro stanchi per le tante, infinite ore seduti sul sedile, non vedevano l’ora di arrivare in ferie.

Stamattina, mentre correvo sul lungomare di Pineto, guardavo i Lidi che iniziavano ad aprire, l’odore delle brioche appena sfornate, qualche persona con il giornale fresco di edicola in mano che tornava a casa dopo la passeggiata mattutina.

Il profumo del giornale me lo ricordo bene.

Al mattino gli zii, da sempre in vacanza con noi con la loro roulotte (identica alla nostra se non per la riga gialla la nostra, blu la loro), andavano al market del campeggio e insieme al pane prendevano il giornale, ma tanto, d’agosto, non succede mai niente.
L’unica tv era al ristorante e l’accendevano per le partite, o per il Gran Premio e internet era ancora lontano da venire, per cui se volevi sapere cosa non succedeva nel mondo o dove era in vacanza il vip del momento, dovevi comprare la carta stampata!

In spiaggia si stava tutto il giorno, si pranzava sotto l’ombrellone con insalata di riso e frutta e poi verso le 2 scattava l’0rdine della mamma: “bambine in roulotte per il riposino”. Ovviamente era la sua ora d’aria, o meglio la sua ora di abbrustolimento al sole in solitaria. Lei e la Settimana Enigmistica, sul seggiolino di plastica bianca in riva al mare, sotto il sole e rigorosamente senza crema solare, roba che oggi arriverebbe un’equipe di dermatologi a prelevarti di forza!

Il pomeriggio si stava in spiaggia a fare che? Boh, scavare buche profonde fino al centro della terra, bagnare l’acqua di mare con l’annaffiatoio, catturare onde quando c’è la bandiera rossa, giocare a beach volley con 45° all’ombra.

Prima di rientrare dalla mia corsa, mi fermo a guardare la sabbia e gli ombrelloni della spiaggia libera. Tutti diversi, chiusi, con i lettini appoggiati al palo e i borsoni dei giochi sotto.

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Appena si arrivava al campeggio, dopo molte ore di viaggio, si apriva la roulotte e mentre mamma e papà montavano la veranda (“il palo centrale ti ricordi qual è?” “si, dovrebbe essere quello a cui le bambine hanno attaccato la figurina”) noi sorelle aprivamo il gavone sotto al lettone e tiravamo fuori i birilli, il pallone che non si sgonfiava mai anno dopo anno, le palette, i secchielli, il galeone di plastica.

Che profumo di muffa!

Si, per noi era un profumo meraviglioso, di campeggio, come se i giochi ci avessero aspettato per tutto l’anno in attesa di essere usati ancora.

“Mamma gonfia il materassino!! Papà monta l’amaca!” si, senza per favore, “gonfia” e “monta”, sennò non comincia la vacanza, sbrigatevi!

“bambine, prima si monta tutto, poi si va in spiaggia, ok?”

Come no! Viaaaaaaaa! Eravamo già a piedi nudi e in costume da bagno, manco ce l’avessimo avuto sotto i vestiti come Clark Kent il costume di Superman o James Bond il frac.

Certo che correre la mattina fa proprio bene all’umore! Sono arrivata al campeggio e vengo accolta a gloria

“mamma sei tornata!!”

si, purtroppo senza giornale e senza brioche … magari domani rimedio e vi faccio conoscere un profumo nuovo, di ricordi della mamma!

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PS messaggio in codice per mia sorella: Marini, Silvano, Montappone, tsch!

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