Tutto l’amore di mamma

Immagina di essere nudo. Al freddo. Al buio. Solo. Poi qualcuno ti tocca. 

No, non è un film dell’orrore, è la nascita. Pensa a quanto è importante quel tocco!

2013-08-18 Tiz
Immagina di essere in una stanza accogliente con persone che ti sembrano gentili, ti fissano, ti sorridono. Non sei legato ma non puoi muoverti, nè parli una sillaba della loro lingua, ma hai fame, freddo, sonno, ti scappa la cacca, ti annoi. Che fai?

Che ansia, ma che è un rapimento? No, è la vita del neonato, se piange è normale.

2013-08-28 Tiz (3).jpg

Quelle persone carine e gentili che ti guardavano fino a tre minuti fa con amore e magari ti accarezzavano e ti coccolavano, d’improvvisano ti piazzano al buio in una stanza che non conoscete in un letto con le sbarre e se ne vanno. Non sai cosa succederà in quella stanza, sai solo che le uniche persone amichevoli e di cui ti fidavi se ne sono andate e non tornano.

Che paura, che brutto! No, non sono torture cinesi, è la notte di un neonato. Quanto è importante l’addormentamento e il prendere in braccio nel cuore della notte se un neonato piange!

2015-02-21 Alice (3).jpg

Quando si fanno figli in una mamma e un papà scattano due sentimenti: amo questo cosino e mi farei rapare a zero per lui/lei; e quel cosino va educato perchè non sia un peso nella società.

E’ il lavoro più difficile del mondo, ma sarebbe infinitamente più leggero con una semplicissima immedesimazione.

Prendere in braccio un neonato (quando ne ha bisogno lui e anche quando avete voi bisogno del contatto con la loro pelle con il loro odore) non significa che a 15 anni manderà affanculo la compagna di banco o non farà sedere una donna anziana in metropolitana.

L’unico esempio che ne trarrà sarà l’empatia: se una persona soffre, io l’aiuto. 

I neonati diventano bambini, poi ragazzi, poi adolescenti e se voi genitori siete sopravvissuti a tutto questo non senza aver perso qualche capello nel tragitto, vedrete giovani uomini e donne equilibrati, appagati negli affetti e magari (ovvove ovvove) affettuosi e generosi.

Le difficili prove di un genitore non sono riuscire a non cedere al pianto di un povero esserino di 50 cm da solo al buio, o essere inflessibili sull’alzarsi da tavola quando a 2 anni non resta seduto per mezz’ora come voi.

Le difficoltà sono altre, non perdere le staffe quando a tre anni mette a soqquadro la casa ma ripetere 100 volte di mettere a posto per poi sì, sgridare se non lo fa; o non dargli due sberle quando si mette a urlare perchè vuole disperatamente qualcosa, ma perdere tempo a spiegare (con calma) che non si più fare/avere anche se quanto sarebbe più facile dire “E’ COSI’ E BASTA!” e via così.

Sapere quando è utile e costruttivo sgridarli e punirli parlando dall’alto in basso, e quando invece è doveroso parlare con dolcezza e abbassarsi alla loro altezza perchè solo così si otterrà qualcosa anche se il vostro Io interiore e indaffarato vi dice di fare il contrario.

Poi ogni tanto si sbotta. E ci sta tutto, ma come eccezione non come regola.

Il difficile è ragionare prima di agire per puro istinto, solo per il bene di quel bambino. 

L’educazione si dà con l’esempio e con le spiegazioni che regaliamo anche quando non abbiamo tempo o siamo stanchi.

Soprattutto con l’esempio: se a due anni non saluta e ringrazia tutti, non preoccupatevi perchè se vede che voi lo fate sempre a tempo debito lo farà anche lui/lei e in modo naturale, non per paura della vostra sgridata. I bambini ripetono le parolacce e i modi di dire che sentono in casa, non vedo perchè non dovrebbero farlo anche con le buone maniere … ma dovete averle VOI per primi! Ecco il difficile!

Si può pretendere il rispetto solo quando lo si da, e non perchè sono piccoli non lo meritano.

Ogni tanto, certo, ci sono le piccole punizioni, se sono costruttive, se insegnano, se, alla fine della punizione o della sgridata, perdiamo (ancora) tempo a spiegarne il perchè, ad accertarci che il bambino abbia capito il motivo che li ha portati in punizione.

Insomma, in due parole: IMMEDESIMAZIONE ed ESEMPIO. Tutto il resto vien da sè.

Dice, ma te lo fai?

Si.

Papà ed io ci facciamo un mazzo tanto e anche di più, ma siamo fieri dei risultati che vediamo ogni giorno.

E, perlomeno io papino non lo so, non tollero il pressappochismo per pigrizia o egoismo di certi genitori (che poi si lamentano dei figli indemoniati), nessuno (tranne la Lorenzin, beninteso) ve l’ha chiesto di fare figli se non eravate pronti.

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