Una giornata a Firenze

Firenze è una città a misura di bambino o il bambino è a misura di Firenze?

No, non è Mezzanotte e dintorni e no, non sono Marzullo. Ora vi spiego.

Ho programmato questa gita da sola con Tiziano per poter vedere i nonni e nel contempo fare qualcosa di diverso dal solito.

Da Milano con il treno veloce (noi abbiamo preso il Frecciarossa, ma anche Italo ci impiega lo stesso tempo) ci vuole appena un’ora e mezza per arrivare a Firenze e prenotando con anticipo si riesce anche ad avere una buona tariffa.

Con mio papà abbiamo organizzato una piccola gita considerando ciò che poteva attrarre un bimbo di tre anni e soprattutto tenendo conto della resistenza a camminare del più giovane e del più vecchio.

Avevamo anche un piano B in caso di pioggia tutto il giorno: visita al Museo Stibbert con i cavalieri e le armature (qui le info).

La sera prima ero eccitata come una scolaretta e infatti  mi sono svegliata alle 5!

Tizi pronto con il suo zainetto contenente: Cuffie e lettore MP3 con canzoni e storie lette dalla mamma, mappa Italy for kids di Firenze (meravigliosa, con i punti di interesse segnalati come cartoni animati e sul retro giochi e adesivi di ciò che si visita), panino con la marmellata, spremuta di mele del nostro albero (ebbene sì!), fazzoletti e felpa.

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Ho deciso temerariamente di partire SENZA passeggino, perchè muoversi per una città, specialmente una come Firenze, tutta pavè, marciapiedi stretti e folla, non è mai una buona idea.

Prima che chiamiate i servizi sociali, Alice era coi nonni al mattino e col papà il pomeriggio.

Insomma, siamo partiti da Milano Rogoredo perchè così abbiamo lasciato la macchina nel silos convenzionato con ATM e per tutto il giorno ho pagato solo 2.50€ di parcheggio e non avevamo rogne al ritorno con mezzi da prendere.

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In treno, che ve lo dico a fare, Tizi non è stato fermo neanche 5 secondi, ma ci sta! Comunque un’ora e mezza è davvero poco, perciò appena arrivati eravamo belli freschi pronti per iniziare il nostro giro!

Dalla Stazione SMN siamo andati subito in Via della Scala al n.16 dove c’è l’antica Officina dei Profumi Santa Maria Novella, che è sì un negozio, ma è comunque un pezzo di storia da poter ammirare gratuitamente e magari, perchè no, comprare qualche profumo o candela o sapone a un prezzo assurdo, ma ORIGINALISSIMI!

“Guarda NONNO, quelli si chiamano AL FRESCHI capito? si disegna proprio sul muro!”

Da lì siamo arrivati nella piazza Santa Maria Novella, dove ci attendeva una piacevole sorpresa: il mercato Belle Epoque con un mulino rosso e bancarelle in stile parigino con prodotti tipici … boh francesi ma non solo dal momento che un enorme pentolone di paella cuoceva nello stand valenciano. Colori, profumi, un cielo azzurro come non mai … sembrava di stare in una cartolina!

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20160917_120909.jpgProssima tappa il mercato di San Lorenzo con pranzo al Mercato Centrale che di recente è stato rinnovato con tavolini e banchi gourmet al piano di sopra. Sotto è rimasto mercato con i macellai, i venditori di spezie, la frutta.

Missione: assaggiare il panino con il mitico lampredotto. Al piano di sopra si trova di tutto, primi (non sempre dai prezzi contenuti), secondi, bar, lampredotto … in stile Mercato Metropolitano come va tanto di moda ultimamente, con tavoli sparsi ovunque ci si può sedere dove si preferisce e prendere i piatti dai baracchini che ci ispirano di più.

Ci sono i bagni e un bancomat.

Insomma lampredotto (non vi dico cos’è sennò non lo assaggiate) 10 e lode! Si scioglie in bocca, lo amo! E anche Tizi a quanto pare lo gradisce.

Sosta finita si riparte alla volta del Duomo.

Non ho preso i biglietti per entrare a visitare Battistero, Campanile e Cupola perchè avevo chiamato prima per informarmi e si sale solo a piedi e sono alti il Campanile 85m e il Duomo 107m non ho pensato neanche per un secondo che fosse possibile chiedere a Tizi di fare tutte quelle scale. Quindi ci “accontentiamo” di ammirarli da sotto.

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“Mamma quanto è alto il CAMPANILE DI GIOTTO! Ha le campane piccole però”

La porta d’oro del Battistero, la facciata imponente della Cattedrale … Tizi, guarda! Tizi? Tizi?

“Mamma i cavalli con la carrozza!! E quando camminano fanno CLOP CLOP!!!!” si, mio figlio è un bambino affascinato dall’arte e dalla cultura … 

Adesso è la volta di Via Calzaiuoli diretti da … Cucciolo (via del corso 25/r)! Un bar pasticceria storico, in cui i bomboloni … attraversano il soffitto su un tapis roulant e cascano in una ciotola di zucchero proprio davanti ai tuoi occhi! … dal 1942 ad oggi si doveva rompere giovedì il tapis roluant?

Per fortuna la bontà del bombolone fa dimenticare l’inconveniente e senza fermarsi (ma questo bambino non si siede mai???) ci dirigiamo verso Piazza della Signoria, la mia preferita in verità, dove svetta un palazzo a forma di castello dove abitava il padrone della città che ora si chiama sindaco ;)!

Al centro della piazza fa compagnia alle più famose e illustri statue una enorme tartaruga dorata dell’artista Jan Fabre (fino al 2 ottobre 2016). Che significa? Boh sono onesta non mi sono documentata, però è bellissima nel suo essere un pugno in un occhio di lucentezza con il cielo che vi si specchia sopra! Inutile dire che ai bambini piace un sacco!

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“OH MA CHE CI FA UNA TARTARUGA GIGANTE DAVANTI AL CASTELLO???” infinite possibilità di voli fantastici …

Indovinate qual è la prossima tappa? Dove si può portare un bambino di tre anni? Qualcosa alla sua portata e che lo faccia divertire … naturalmente il porcellino che non è un porcellino ma si chiama porcellino! Come? Non ci avete capito niente?

Eh … il “porcellino” è una fontana che si trova in Via Calimaruzza davanti ai portici del mercato. Storia del porcellino? Ok velocissima però. Nel 1500 e rotti il Papa in visita dona la statua di un cinghiale a Cosimo de’Medici che decide di farne una copia (l’originale è agli Uffizi) e successivamente Ferdinando de’Medici ne fa una fontana. Inizialmente era davanti alla spezieria Del Cinghiale, ma per motivi di viabilità fu spostata dove si trova ora e veniva usata dai mercanti della piazza.

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Adesso le notizie interessanti:

  1. Porcellino era un diminutivo che, tra l’altro, piacque molto ad Andersen il quale ne fece una fiaba e
  2. Toccare il naso del suino mentre mettete una moneta nella sua bocca porta fortuna … ma solo se la monetina cade nella griglia! La nostra da 10 cent ci è andata!

“Tizi che hai desiderato?” “Di avere un’altra moneta!” il porcellino non funziona ve lo dico ;P almeno non questa volta!

Tic .. Tic. Inizia a piovere mentre stiamo per salire sul Ponte Vecchio. Tiziano ha terrore puro della pioggia, ma oggi è un eroe e con un pallido “beh visto che piove non possiamo comprare niente al papà” (certo, fa talmente paura che non si può fare inutile shopping da turista) affronta le gocce che inspiegabilmente non bagnano. E’ quella stupidissima pioggerella che però è fitta fitta.

Ci ripariamo (visto che non ho neanche l’ombrello) sotto i portici del Lungarno ed è anche meglio, perchè da qui si può ammirare il ponte con le case sopra che ha affrontato mille sventure nella storia uscendone sempre indenne! Ha visto due alluvioni e una guerra, ma niente ha potuto scalfirlo, mentre tutti i suoi amici ponti crollavano o saltavano lui restava lì ancorato al fondo del fiume, forte, coraggioso e determinato!

Un salto sotto alle volte degli Uffizi e ci fermiamo dentro al Palazzo Vecchio per vedere se c’è qualche tour per bambini. In effetti ne organizzano anche per i piccoli come lui, ma ad orari precisi e ce lo siamo perso. Inoltre come tour individuale per i bambini sopra i 6 anni ti danno uno zainetto a forma di tartaruga pieno di attività dedicate come caccia al tesoro e giochi vari da fare durante la visita! Fooooortissimo!!! KIT TARTARUGA 

Per distrarre Tiziano dalla pioggia gli ho raccontato la storia dei passaggi segreti che da Palazzo Vecchio portano a Palazzo Pitti. Se si guarda in alto si vedono tutti i punti di raccordo tra un palazzo e l’altro. Sarà che io sono una fanatica delle storie, ma mi sembra di veder passare dame e politici dalle finestrelle che raggiungono amanti o scappano dai nemici … e credo che li veda anche Tiziano che continua a chiedermi se il capo della città è già partito!

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Ha smesso di piovere e così recuperiamo i nonni che, invece hanno preferito prendersi un caffè da Revoire (a soli 9 euro) comodamente seduti.

“Mamma sono Peppa! Salto nelle pozze!” con le scarpe di tela è una grande idea … 

Sono le 15, Tizi non si è ancora fermato, così decido di premiarlo con un giro sulla giostra che c’è in piazza della Repubblica.

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Breve sosta in libreria e si riparte.

Gelato.

Duomo di  nuovo, ma girandogli dietro. Stavolta riusciamo ad entrare nella Cattedrale, che è gratuita, perchè non c’è nessuno a far la fila. Ci delude un pochino perchè tanto è maestosa fuori, quanto povera dentro, ma valeva comunque la pena vederla!

Sulla strada per la stazione ripassiamo dal Mercato di San Lorenzo e poi sono già le 17.30, mancano pochissimi minuti al nostro treno! Ultima corsa, sosta pipì giusto quei 3 minuti mentre si aspetta il binario.

“Mamma mi scappa, me la faccio addosso!” ” Tienila Tizi, che parte il treno”no, no me la faccio addosso!”

Come saliamo sul predellino si scatena il diluvio. Fiuuuu per un pelo! Grazie meteo per averci permesso di vivere tranquilli questa giornata magica!

Inutile dire che Tiziano è svenuto addormentato appena ha toccato il sedile, ma è stato un vero grande questo sonnellino se lo merita tutto.20160917_182655.jpg

Firenze è una città che incanta sempre e così da turista non l’avevo mai vista. Soprattutto poterla raccontare ad un nanetto di tre anni è stato meraviglioso. Trasformare tutto in magia e fantasia … ma nessun posto è meglio di questo per trovare storie di cavalieri e palazzi con tanti aneddoti.

Ne avrei volute vedere mille altre, come Boboli, o la Berta alla finestra, il famoso Stibbert che era il nostro piano B, San Miniato al Piazzale Michelangelo … ma ci restano come spunto per la prossima volta!

“La cosa che mi è piaciuta di più è il gelato!” beh valeva la pena fare 600km ;P

Se per caso mi vedete in questi giorni, scusatemi se sorrido ebete, ma ho ancora il folletto dentro che saltella di gioia!

Giusto per dire … non ho letto niente, non avevo nessuna guida se non il nonno. IN questa occasione non mi importava sapere che nel 1632 hanno costruito quello o l’altro, volevo vivere le cose, esplorare la città così come veniva.

Certo una infarinatura non guasta, soprattutto per chi la visita per la prima volta, ma consiglio di non accanirsi troppo a studiare tutto a girare con la guida in mano, tanto è presto dimenticato il dettaglio dell’anno o del nome dell’architetto.

Mangiate per strada, non nei ristoranti per turisti, non pensate allo shopping, arrabbiatevi per le macchine in tutte le aree pedonali perchè ci sono mille deroghe, godete con gli occhi ciò che è vivere la città!

Firenze è così. Stupenda. Scomoda. A volte anche puzzolente. Ma ce n’è una sola e una volta nella vita va vista.

Ora ecco le solite

INFO PRATICHE

Passeggini: meglio lasciarli a casa, ma se proprio non potete fare a meno di portarli, portate pazienza, tanta pazienza. I marciapiedi sono stretti, non ci sono discesine, la gente è tanta e ci si muove piano e come sempre nella calca non è facile procedere.

Duomo – Campanile – Battistero: potete acquistare i biglietti in anticipo sul sito scegliendo l’orario. Vi ricordo che ci si impiega mezz’ora di salita di scale. Si può fare un biglietto cumulativo. Il duomo come cattedrale è visitabile gratuitamente, ma la cripta è a pagamento.

Lampredotto: è trippa, ma nel panino, con salsa verde, sale, pepe e pomodoro non si sa bene che sapore abbia. Consistenza? Si scioglie in bocca, come fosse prosciutto cotto!

Numeri rossi: è una particolarità di Firenze. Accanto ai normali numeri civici neri ci sono quelli rossi che sono destinati solo alle attività commerciali, quindi attenzione perchè al numero nero potreste essere al 51 ma rosso ancora al 2!!

Scusate se non è una guida di Firenze, dovrei scrivere 10 libri in proposito, questo è solo il mio racconto di gita con il mio amore grandissimo.

Spero di avervi fatto venir voglia di partire perchè io sto già pensando al prossimo giro!

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