Mentre tutti dormono – Il tomte veglia sui nostri sonni

Il calendario dice che l’autunno è iniziato da quasi un mese, ma è solo da pochi giorni che davvero ce ne siamo accorti: le prime castagne, la pioggia insistente, i caloriferi accesi.

Autunno e inverno, mi fanno venire in mente solo cose calde: il piacevole tepore della casa rientrando da fuori, il piumone sul letto, bevande calde in tazze fumanti, il forno acceso con un buon profumo di biscotti per tutta la casa.

Ecco questa stessa sensazione me la dà leggere la storia del tomte, il piccolo gnomo guardiano, che si svolge in una notte “terribilmente gelida”, come ripete più volte.

Mentre tutti dormono, di Astrid Lindgren edito Il gioco di Leggere, è una dolcissima lettura della buonanotte, che ci sta accompagnando quotidianamente da qualche settimana, tanto che Tiziano lo sa letteralmente a memoria, e che per degli amanti degli gnomi come noi è davvero perfetta!

Età di lettura non ha importanza, perché le fiabe della buona notte non hanno età!

mentre tutti dormono

Ma insomma, cos’è un tomte?

Mettetevi comodi che vi racconto una storia.

E’ notte. Le stelle brillano nel cielo, stanotte la neve risplende candida: è una notte terribilmente gelida. E’ una di quelle notti in cui le persone si rintanano al caldo delle loro piccole case e fanno in modo che il fuoco del focolare resti sempre acceso.

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Lo sentite? Lo scricchiolare della neve compatta, la luna che risplende in cielo e che illumina tutto il bosco, il tepore della casa, il crepitio della legna nel caminetto …

Nella solitudine del bosco, c’è una vecchia fattoria. Tutti dormono. Tutti tranne qualcuno.

Ecco che in fondo al fienile si accende una lucina, una piccolissima lanterna che illumina il suo proprietario: ma è uno gnomo! Appartiene alla stirpe dei tomte, Gnomi Guardiani che vegliano sul sonno di animali e umani, quando sia venuto a vivere qui nessuno lo sa dire con precisione, si sa solo che il tomte ha visto la neve di moltissimi inverni. Lui di giorno dorme e si sveglia solo quando la luna è alta nel cielo; si veste, indossa il suo cappello rosso e gli stivaletti e con la sua lanterna in mano si appresta a fare il giro tra il caldo fienile, la buia stalla, il pollaio, la cuccia del cane e infine la casa.

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Posso sentire il sottile rumore che fanno gli scarponcini dello gnomo mentre affondano  nella neve lasciando le minuscole impronte che i bambini troveranno al mattino tutto intorno alla fattoria. Il tomte, sguardo buono e sorriso sincero, va a visitare prima gli animali coccolandoli, rincuorandoli che l’estate è vicina e presto potranno tornare all’aperto. Sento letteralmente il rumore della porta della stalla che si apre piano, scorre sui binari o sui cardini e piano piano la lanterna che illumina l’ambiente circostante.

Le parole di conforto che lo gnomo rivolge loro “nella lingua silenziosa degli gnomi, una lingua che gli animali comprendono”, non credo che siano pronunciate davvero a voce alta, penso piuttosto che il tomte, con il suo tocco amorevole, il suo cuore caldo, semplicemente trasmetta alla mucca, a Bruno il cavallo, alle “pollastrelle sue care” il suo conforto.

Gli animali non hanno bisogno di altro e la carezza che lo gnomo regala a Karo, il cane, sulla porta della cuccia, mi sembra di sentirla sulla mia pelle. Il muso morbido del cane fronte contro fronte,  occhi negli occhi con il tomte: sono amici, amici veri, fedeli e di certo Karo non ha bisogno che lo gnomo pronunci davvero le parole che gli rivolge col cuore “Karo, amico mio, senti freddo nella tua cuccia tanto da rabbrividire? Adesso ti porto un po’ di paglia, così potrai dormire”.

mentre tutti dormono

E’ quindi la volta degli umani. Lo gnomo guardiano entra silenzioso in casa, i suoi stivaletti non fanno alcun rumore sul pavimento, ravviva un po’ il fuoco del camino, scivola sui tappeti morbidi fino alla camera da letto dove grandi e piccini dormono sereni, tranquilli che qualcuno veglia sul loro sonno.

E’ una notte terribilmente gelida. E’ una di quelle notti in cui le persone si rintanano al caldo delle loro piccole case e fanno in modo che il fuoco del focolare resti sempre acceso.

Nonostante questa frase ci parli di un freddo tremendo ripetuta uguale a inizio e fine storia, io sento solo il calore che viene dal caminetto, dalla paglia della stalla, dagli animali che dormono vicini gli uni agli altri, dalle carezze del tomte.

E’ una storia che amo moltissimo (non si era capito :P) mi dà pace, mi fa sognare, vivere in un mondo magico dove è sempre inverno, ma l’inverno del Natale, della neve, della magia, del calore familiare, delle cene in allegria, del forno acceso col profumo di pane.

Spero di aver scaldato un po’ anche le vostre serate con questo racconto ed è bellissimo leggerlo insieme ai bambini, magari tutti accoccolati sul letto o davanti al caminetto … vero o finto che sia!

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