Referendum costituzionale: l’Italia chiamò!

Domenica 4 dicembre dalle 7 alle 23 si vota per il referendum costituzionale tanto discusso.

Questo non è un articolo informativo, perchè non ne ho le competenze e perchè non voglio esprimere pubblicamente la mia preferenza, dal momento che il voto è e deve essere una libera scelta senza nessun condizionamento psicologico e che si può scegliere di non comunicare neanche al partner o ai genitori. (se volete qui è spiegato molto bene)

Insomma, il voto è mio e lo gestisco io.

Quello che mi preme invece sottolineare è che qualsiasi essa sia, la vostra idea è legittima ed è fondamentale che andiate ad esprimerla. Spesso per pigrizia mascherata da sfiducia nelle autorità molta gente si sottrae a questo diritto/dovere ed è una cosa, ripeto a mio parere, ignobile.

Con che coraggio dite ai vostri figli “eeeh questa Italia (con disprezzo) non cambierà mai, fanno tutti schifo” se voi per primi non fate niente? Votare non è una sòla perchè “tanto fanno come gli pare”. Forse, ma almeno in coscienza possiamo dire di aver fatto quanto in nostro potere.

referendum-costituzionale

Quando andavo alle medie esisteva quella santa materia, che allora detestavo e ritenevo noiosissima, chiamata: Educazione Civica. La prima cosa che ci disse la prof. a proposito del voto è che è sì un diritto, un’opportunità per esprimere il nostro parere, ma è anche e altrettanto un dovere, un dovere per far sì che il nostro paese, il paese in cui viviamo, possa esistere secondo l’antica accezione di Democrazia “Governo del Popolo”. Come governa il popolo se non si prende neanche la briga di dire la sua? In modo quanto più possibile informato, si spera.

Gli aventi diritto al voto in Italia sono quasi 50 milioni e alle ultime elezioni hanno votato 37 milioni di persone. Che facevano gli altri 13 MILIONI? Boh, forse erano alla tv a guardare il G.F. o al bar a grattare schedine o, peggio, a lamentarsi di quanto non funzioni niente.

Forse il mondo non lo cambierò, ed è vero che l’Italia ha tanti tantissimi problemi, ed è anche vero che gli italiani come popolo hanno una storia diversa da quella di qualsiasi altro Paese e non è quindi facile sentirsi parte di qualcosa, come lo sono invece inglesi, francesi, americani, però non scimmiottiamo gli altri, troviamo la giusta chiave per NOI.

E’ come quando un’altra persona ti dice come crescere tuo figlio. Può funzionare a casa sua, forse, ma nella tua non è detto. Ognuno ha esigenze diverse, storie diverse, caratteri diversi, accettarlo e agire di conseguenza è la chiave per star bene, non cercare di essere quello che non si è.

Un quadrato potrà pensare che sia bellissimo rotolare giù per una collina, ma anche avere dei lati ben definiti può avere il suo perchè: ad esempio essere meno odiato dagli studenti per via di quello stramaledetto Pi greco che non finisce mai.

Perciò, sia che voterete “si” o che voterete “no”, l’importante è che lo facciate!

Forza ragazzi quando il Paese chiama, il popolo risponde anche e soprattutto quando si tratta di referendum e di tipo costituzionale.

bandiera italia.jpg

Altrimenti poi non mi venite a dire “aaah gli americani o i francesi SI che sono uniti” , loro si sentono onorati quando viene chiesto il loro parere. Giusto per citare un esempio “famoso” a cui magari non pensiamo più: gli inglesi recentemente sono stati chiamati, in quattro gatti si sono presentati, hanno fatto una scelta demmerda e infatti stanno facendo marcia indietro, solo che non è così semplice.

Come si sentiranno tutti quelli che avrebbero potuto impedire lo scempio e non l’hanno fatto?

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