L’inconfutabile, vera storia della Befana

Come dicevo l’altro giorno, mi spiace così tanto per quella vecchietta e soprattutto sono stata subissata di domande da parte di Tiziano, che ho sentito il bisogno darle un luogo e un tempo. Se invece, come Tiziano, volete abbracciarla, sarà al Parco di Via Palestro nel Villaggio delle Meraviglie

Ecco, dunque, la vera storia della Befana o almeno la mia versione.

Immaginate una foresta. Una foresta fitta e scura in cui gli alberi crescono altissimi e frondosi, tanto che il sole non riesce mai a passare attraverso la loro coltre di foglie.

bosco-befana

Addentratevi in questa foresta, al secondo fungo rosso girate a sinistra e arriverete in una radura. Toh, c’è una casetta di paglia col fumo che esce da camino!

befana-casa

Dentro ci abita una vecchietta. Si chiama Beatrice, ma tutti gli animali del bosco la conoscono come BeFauna, poi Befana, perchè è una guaritrice. La Befana è una donna mooooolto vecchia e moooolto saggia, da lei si rifugiano tutti gli animali del bosco un po’ malconci e lei li aiuta a guarire. In casa bolle sempre un pentolone con qualche intruglio, ma il profumo è delizioso! Sa di caramelle e biscotti. Gli animali malati sono molto felici di farsi curare da lei.

La Befana è molto povera, non ha bisogno di niente, è felice così, con i suoi amici del bosco che le tengono compagnia tutto l’anno. In casa l’arredamento è molto spartano: un tavolo con una sedia, un focolare, un letto e un piccolo armadio dove ripone il suo cappellone nero, la sua gonna e le scarpe quando va a dormire.

vera storia della befana

L’inverno è molto lungo e freddo, ma quando arriva la notte di Natale è felice! Sa che passerà a trovarla un vecchio amico, Babbo Natale, che le porta in dono lo stesso regalo ogni anno: una fialetta di pozione magica per volare. La stessa che lui usa per la sua slitta!

Lei e Babbo si sono conosciuti un giorno quando lui le portò la renna Rudolph che non voleva più volare. Si era presa il raffreddore poverina! E da allora sono diventati grandi amici! Quello che Babbo non sapeva, però, era che la Befana da molti anni portava dolcetti nelle case dei bambini buoni del villaggio vicino alla foresta e così per ringraziarla di aver guarito la renna le regalò una pozione magica per volare con la sua scopa (abbiamo detto, no, che è molto povera) e donare la stessa gioia a tutti i bambini del mondo.

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Parlarono tutta la notte e lui le spiegò il trucco per intrufolarsi sotto le porte, le finestre chiuse, i caminetti e anche le cappe delle cucine moderne! Quell’anno, il primo sabato dopo l’inizio dell’anno nuovo veniva il 5 gennaio e così stabilirono che la notte perfetta per portare dolciumi ai bambini e festeggiare l’arrivo del nuovo anno sarebbe stata per sempre quella tra il 5 e il 6 gennaio. E da allora è sempre stato così.

Gli animali della foresta, a sentire quella notizia si offrirono di aiutare la cara vecchietta nella preparazione dei dolci per tutti quei bambini e così, da allora, dopo la notte di Natale, si danno da fare per trovare tutti gli ingredienti necessari alla preparazione dei dolcetti.

La Befana, da parte sua, cucina giorno e notte e sforna ogni genere di bontà! Grazie ad un trucchetto che le ha insegnato Babbo sa bene chi si merita carbone e chi caramelle e biscotti (maddai, è ovvio! Tutti i bambini sono buoni!). La notte del 5 gennaio mette tutto nel suo sacco, indossa il suo solito cappellone nero, la gonna strappata e le vecchie scarpe, monta in sella alla scopa magica e viaaaaa a consegnare tutto!

Che dite? Potrebbe essere la vera storia della Befana?

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